Prossimo.Chi condivide il nostro destino 
di Nunzio Galantino 
Prossimo è sostantivo, ma anche aggettivo. In entrambi i casi conserva il significato derivante dal latino proximus ( forma contratta di propissimus, superlativo dell’avverbio prope), con il significato di vicinissimo. Una vicinanza non solo di carattere spazio-temporale, come può essere qualcosa che sta a breve distanza da qualche altra cosa, o un evento destinato a realizzarsi nell’immediato futuro. 
La parola prossimo può riferirsi e di fatto si riferisce anche ad altro. (...) 
Vivere la prossimità allarga gli orizzonti, crea situazioni nuove e relazioni impreviste. «Guardandoti dentro – scrive lo scrittore peruviano S. Bambarén - puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità». 
La “prossimità” che va al di là della vicinanza fisica o parentale può essere intercettata e vissuta solo da chi è disponibile a farsi carico dell’altro che, per il fatto stesso di esistere e di incrociare la sua con la mia storia, interpella. 
A volte il prossimo è portatore di un bisogno materiale. Molte altre volte è portatore di desideri o di voglia di partecipazione. Spesso il prossimo esprime il bisogno di condividere un comune destino. 
Sempre comunque pone domande di senso, anche silenziose, per la propria e per la vita di chi lo riconosce come prossimo e gli fa spazio dentro di sé. (...)
Questi uomini e donne, benché fisicamente lontani, sono “prossimo” che interpella perché, come recita un proverbio del Sud Africa: «Siamo ciò che siamo anche grazie agli altri». 
in “Il Sole 24 Ore” del 10 giugno 2018