Ti prego, Gesù, non farti pregare 
di Enzo Bianchi 
“Facciamo che tu eri sempre mio amico, ma io adesso non ti pregavo più”. Così Leone, il protagonista dell’omonimo romanzo di Paola Mastrocola, si rivolge a Gesù, deluso perché sembra essersi interrotta una sorta di complicità nell’esaudimento delle sue preghiere. Così, “rivolse a Gesù una preghiera piena di rabbia, la preghiera più strana e folle che qualcuno abbia mai rivolto a Gesù: lo pregò ad aiutarlo a non pregarlo più”. Inevitabile conclusione cui perviene la mente e il cuore di un bambino che ha capito come tutto dipenda dall’aver fiducia, dal credere fermamente che l’altro sia capace di ciò di cui noi non siamo capaci: se invece i fatti incrinano questa fiducia, allora non ha più senso pregare, fosse anche per non chiedere nulla. Quando preghiamo, infatti, chiediamo innanzitutto di poter aver fiducia in colui al quale ci rivolgiamo. (...)
in “Robinson” del 4 novembre 2018