Il paradosso dell'arciere e il bersaglio della vita
di Mauro Berruto
« (...) La freccia, appena scoccata, inizia a dimenarsi come se fosse animata. La forza, applicata sulla sua parte posteriore (la cocca), fa letteralmente incurvare la freccia. La punta, appena effettuato il rilascio, si allontanerà dal bersaglio, andrà verso sinistra, ma ritornerà verso destra dopo pochi istanti, curvando ulteriormente e permettendo alla parte terminale, dove c'è l'impennatura, di aggirare la struttura dell'arco. Da lì in poi la freccia continuerà a puntare a sinistra, tornare a destra e così via, fino a quando si conficcherà sul bersaglio. Si chiama paradosso dell'arciere, un nome bellissimo. La freccia ci ricorda che al bersaglio ci si avvicina per scatti, momenti in cui apparentemente ci allontaniamo dall'obiettivo, altri in cui ci riallineiamo con ciò che desideriamo. Se non ci fosse la possibilità di andare fuori dalla traiettoria ideale, non ci sarebbero le condizioni per ritornarci, arrivando alla fine a colpire il centro del bersaglio. (...) 
Non è forse, il nostro, un adattamento continuo, un ricercare correzioni in una danza che ci fa allontanare, avvicinare, riallontanare, riavvicinare a quello che cerchiamo?» - continua a leggere: https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-paradosso-dell-arcieree-il-bersaglio-della-vita