Parola. È potente e rende potenti 
di Nunzio Galantino 
Dal latino par(ab)ola, più che indicare un determinato termine, in origine “parola” significava genericamente "esempio", "similitudine" o "racconto" in senso lato. (...) In genere la parola trasmette una nozione generica, descrive un’azione, esprime un sentimento, comunica una conoscenza. Ma la parola non è solo “informativa”. Vi è anche una parola “performativa”. È quella che, utilizzata in maniera consapevole, genera una realtà o determina una situazione. Come quando una parola viene rivolta a un’altra persona dando forma e comunicando un sentimento, innescando una decisione, facendo nascere o interrompendo una relazione. In maniera decisiva per la vita. Migliore è la conoscenza e l’uso delle parole, migliore sarà il nostro potere sulla realtà. Sì, perché la parola è potente e rende potenti. (...) Aveva scritto la poetessa statunitense E. Dickinson: «Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere». È l’esperienza fatta da chi ha visto le parole trasformarsi in arma potente contro il potere. Tanto potente che, durante le rivoluzioni, migliaia di libri contenenti pagine piene di parole sono stati bruciati. Per paura. Non certo per paura delle pagine di carta, ma per paura di ciò che le parole evocavano e delle decisioni che da esse potevano scaturire. (...) Leggere un libro di parole o scrivere parole è acquisire e trasmettere conoscenza ma può essere anche un passo decisivo per dire la propria voglia di libertà, di relazioni e di vita. La parola, quella sensata, è in fondo un’impronta che osa disturbare il silenzio o riempire il vuoto per rendere felice o spingere alla disperazione, per insegnare, per condizionare giudizi o decisioni, per mostrare la propria identità. (...) Parlare è altro dall’ “emettere suoni”. La parola autentica nasce dal grembo reso gravido dal silenzio e dal rispetto di sé, degli altri e della verità. «Le parole infatti cantano. Esse feriscono. Esse insegnano. Esse santificano. Esse furono la prima, incommensurabile caratteristica magica dell’uomo». (Leo C. Rosten).
in “Il Sole 24 Ore” del 4 febbraio 2018