«(...) Da quando il legislatore, nel 2003, ha liberalizzato l’azzardo, tutto è cambiato: l’Italia si è trasformata in uno dei più grandi casinò a cielo aperto del mondo. L’effetto di questa scelta ha portato a un’escalation della dipendenza: la dimensione comunitaria che caratterizzava anche il gioco d’azzardo ha lasciato posto alla solitudine del giocatore, che davanti alla macchina inserisce direttamente denaro fresco e vive un «tempo ipnotico», incapace di percepire quanto spende.
In pochi anni la ragnatela della cultura dell’azzardo si è diffusa persino nei più piccoli e sperduti centri abitati in cui si trovano bar, sale scommesse e tabaccherie. Non ci riferiamo qui all’esperienza dell’azzardo che si svolge nelle case o nei circoli con regole certe e somme di denaro modiche, pena l’allontanamento del giocatore, ma a quella dinamica che induce a diventare giocatore solitario. Bastano un paio di dati per definire la proporzione del fenomeno: le slot machine disseminate sul territorio sono 366.399, una ogni 161 cittadini, mentre si vendono 3.600 «gratta e vinci» al minuto.
È il gioco legale che fa crescere l’illegalità, l’usura, il riciclaggio di denaro e l’estorsione, non il contrario».
http://www.vita.it/it/article/2019/08/02/la-grande-ragnatela-dellazzardo/152391/