Racconta Elie Wiesel: “Il saggio camminava per le vie di Sodoma e gridava la propria protesta per l’indifferenza, per la mancanza di scandalo  che gli uomini provavano nei confronti delle forme dell’umano patire e della malignità con la quale esse erano prodotte e incrementate.
Perfino un bambino si accorse dell’apparente sterilità di quel grido, vedendo quest’uomo tutto solo, gridando la propria protesta nei confronti dell’indifferenza e della malignità del vivere. E gli disse: Perché gridi in questo modo? Non vedi che nessuno ti ascolta? E il vecchio saggio rispose: Io non grido perché qualcuno mi ascolti, grido per impedirmi di ascoltare la voce di questa indifferenza e di venirne persuaso. Grido per restare in vita; grido per mantenere e conservare il senso di una giustizia che non si rassegna all’umano soffrire e alla malignità che l’accompagna. Per questo io grido: per me, prima ancora che per loro; perché chiunque desideri interrogarsi a proposito di ciò che è realmente giustizia, trovi non soltanto un senso possibile dell’umano vivere ma, nel senso di questo grido, il principio reale a partire dal quale la sconfitta dell’umano patire e della sua malignità incominciano”.