«Per favore, non circondatevi di portaborse e yes men. I preti arrampicatori, per favore fuori!». Ai vescovi di nuova nomina papa Francesco indica la parola chiave per il loro ministero: semplicità. Che fa rima con «povertà» e «sobrietà» e che si traduce nella «vicinanza» ai fedeli che non è «retorica».
Bergoglio riceve in Sala Clementina i presuli ordinati nell’ultimo anno che partecipano al corso di formazione promosso dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali. Nel suo discorso il Papa tocca punti nevralgici e non usa mezze misure, come quando ammonisce: «È brutto quando un vescovo abbatte dei ponti, semina odio o sfiducia, fa il contro-vescovo». Non è così lontano dalla realtà vedere infatti prelati mutare volto dopo il titolo ricevuto e diventare superbi e lontani dal popolo. Perciò Francesco indica la «vicinanza» come antidoto a queste tentazioni: «Non bramate di essere confermati da coloro che siete voi a dover confermare», afferma.
«Pur nella nostra povertà, sta a noi che nessuno avverta Dio come lontano, che nessuno prenda Dio a pretesto per alzare muri, abbattere ponti e seminare odio», sottolinea in un altro passaggio del discorso, intervallato da diverse frasi a braccio. «Essere vicini – prosegue - è immedesimarsi col popolo di Dio, condividerne le pene, non disdegnarne le speranze. Essere vicini al popolo è avere fiducia che la grazia che Dio fedelmente vi riversa, e di cui siamo canali anche attraverso le croci che portiamo, è più grande del fango di cui abbiamo paura». «Per favore», domanda il Papa, «non lasciate prevalere i timori per i rischi del ministero, ritraendovi e mantenendo le distanze».
"La Stampa", 12 settembre 2019
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/09/12/news/il-papa-ai-nuovi-vescovi-non-circondatevi-di-portaborse-e-yes-men-1.37452293?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook