«Avvento: tempo di attesa in cui si sottolinea, si concentra e si rende specifico di una fase liturgica ciò che è un dato generico e diffuso dell'essere cristiani.
Che cos'è infatti l'atteggiamento del credente - per tutto il tempo dell'anno e della vita - se non l'attesa dell'incontro con Dio? Un'attesa che è stretta parente dell'ascolto e che ci rende attenti e disponibili al disvelarsi dell'eterno nel tempo.
Questo disvelarsi ha il punto culminante nell'Incarnazione in cui Dio - l'Assoluto - sceglie di farsi relativo, accettando la nostra contingenza. È il Verbo eterno che scende nella storia e nella geografia, nasce in un secolo preciso, in una determinata zona del globo; e la sua universalità passa attraverso questa parzialità. È quanto celebriamo nel Natale che commemora ciò che avvenne in un anno della storia, in una regione della terra. Ma è ciò che avviene, in un diverso modo, in ogni regione e in ogni giorno. E l'avvento è stagione perenne».
di Adriana Zarri