«Ci sono stelle la cui luce arriva a noi dopo migliaia di anni. Qualcosa di simile capita per la parola di Gesù. Certe verità sprigionano all'improvviso la loro luce, e noi ce ne sentiamo invasi soltanto a contatto con un determinato evento storico. Si direbbe che il tempo strappa al Vangelo la sua luce.
Chi vive staccato dal proprio tempo, chi ne ignora, per un male inteso spiritualismo, le ansie, le angosce, i problemi, le caratteristiche, le esigenze, gli avvenimenti, rischia di mettersi fuori del Vangelo, di non comprenderlo in tutta la sua estensione e in tutta la sua ricchezza. (...)
Esiste una meravigliosa reciprocità. Il Vangelo è in grado di illuminare i problemi di ogni tempo. Ma possiamo anche dire che i problemi di una determinata epoca storica illuminano il Vangelo, lo chiariscono, lo approfondiscono in tutti gli aspetti, lo sollecitano a produrre sempre nuova luce.
Chi si taglia fuori dalla vita, si taglia fuori dalla comprensione del Vangelo. Staccandolo dalla vita. Non c'è peggior tradimento della verità: confinarla in un mondo astratto, staccandola dalla vita. Come se su certe verità incollassimo un'etichetta: «Impossibile». Cose bellissime, poesia insuperabile, ma la vita pratica sarebbe un'altra cosa.
Molto meglio combattere apertamente una verità, piuttosto che relegarla nel limbo delle cose senza rapporto con la vita».
Alessandro Pronzato, "Vangeli scomodi", 247