«Le storie le capisci dai finali.
E alla fine arrivarono i Magi: uomini di cultura, sapienti. Teologi e studiosi.
Si mossero all’apparire della stella. Il segno. Tutti aspettavano il Re dei Giudei e loro intuiscono che il tempo è arrivato.
I pastori hanno bisogno di essere svegliati dagli angeli. Loro no. Hanno dalla loro anni di ricerche a scrutare, a studiare e interpretare i fenomeni e quando colgono qualcosa di diverso si mettono in viaggio. Escono.
All’appuntamento con la Storia non vogliono mancare.
Vanno ovviamente alla reggia, il posto scontato dove trovare un re, e chiedono lumi ad Erode: "Dov'è il re dei Giudei? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo".
Erode, il re, non capisce ma intuisce di avere un problema e prova a renderli complici. La stella li porta a una stalla. Nulla di regale.
I testi sacri dicono solo che portarono a conclusione la loro missione e ‘Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese’.
Mettono in salvo il bambino disobbedendo all’ordine del re. Fanno questo di rivoluzionario: disobbediscono al re e si affidano a un sogno. Il senso del loro partire è tutto in quel disobbedire al potere.
Per questo un Natale, magari proprio questo Natale, dovremmo provare a partire da loro. Per imparare a scrutare e scansare i segni del potere e a seguire il potere dei sogni.
È questione di audacia. Per alcuni anche di fede. Che ha come simboli una mangiatoia e una croce.
Segni di sogni spiazzanti.
Questi i nostri Auguri».
La Meridiana, 25.12.2019