Democrazia della clonazione
di Lamberto Maffei, neuroscienziato, presidente emerito dell'Accademia dei Lincei
(...) I potenti, affascinanti mezzi di comunicazione, nelle mani dei politici e dei grandi mercanti hanno distribuito cinicamente interessi particolari, talvolta addirittura personali, facendoli passare, camuffandoli, come interessi comuni del tutto ragionevoli e fonte di progresso e benessere. La strategia di manipolazione del cervello della gente è biologica e avviene trasferendo nei cervelli un'accelerazione dei desideri più primitivi e istintuali come la gioia dello shopping, del compra usa e getta, in sostanza scaricando nel cervello una nuova razionalità suffragata dal trionfo tecnologico che tinge di razionale anche l'irrazionale, che rende il superfluo necessario e il falso vero. (...)
E l'individuo creato unico, per il credente da Dio e per altri dall'evoluzione, unico per corredo genico ed esperienza di vita, ha perso, forse con sofferenza, ma senza bisogno e senza la forza necessaria per una ribellione - ad esempio nel caso dei ragazzi neet (che non studiano e non lavorano) -, la sua unicità. Si ha l'inquietante impressione di un gregge di pecore abilmente guidato da un potente pastore.
La maggioranza delle persone appare costituita da individui clonati, non con mezzi della biologia molecolare, ma con quelli della comunicazione, del mercato. (...)
in "Avvenire " del 14 dicembre 2019