Fin dall'autunno 2013 avevo interpretato il cammino verso il Sinodo straordinario sulla famiglia come un "EVENTO DI STILE": col famoso e inedito questionario di 38 domande, papa Francesco chiedeva alla Chiesa tutta un "salto di qualità", cioé passare da una visione clericocentrica ad una "ecclesiologia del popolo di Dio". Nella prima, il papa (e semmai qualche vescovo e esperto) sanno cosa fare e cosa dire e ogni tanto "mostrano" di radunarsi, ma in realtà le esortazioni postsinodali hanno delle coordinate diverse (e pre-preparate) rispetto ai lavori collegiali. La via proposta da papa Francesco è, invece, quella di un ascolto reale, di un "consigliare" reale, di un camminare insieme, passo dopo passo, giorno dopo giorno, sapendo bene "solo" il primato dello Spirito Santo e l'orizzonte comunionale.
Così fu per "Amoris Laetitia" e... non fun capito. Il clero chiedeva scelte "fisse" e invece papa Francesco ci chiedeva di camminare, accompagnare, discernere, avviare processi (come avevo indicato in "Evangelii Gaudium").
Adesso ci caschiamo ancora, "lamentandosi" di "Querida Amazonia". Papa Francesco ascolta, rispetta, valorizza il popolo di Dio di quei luoghi (con il proprio episcopato e con tutte le proprie componenti).
Papa Francesco è proprio un "grande" e chiederebbe a noi tutti di essere altrettanto "grandi", "adulti".
Ecco perché vi riporto un passo di Alessandro Manfridi, che ringrazio:
https://www.glistatigenerali.com/america-mondo_clima/francesco-e-un-grande-vi-spiego-perche/?fbclid=IwAR2-DCqoBZZy7-essRkmtSj7mbci4KvPkLjaraXkJO-dWsaf06iCc38tD2Q

don Chisciotte Mc

«Il Papa afferma che non intente né sostituire né ripetere i contenuti del Documento conclusivo stilato dai padri sinodali al termine dei lavori.
«Ho preferito non citare tale Documento in questa Esortazione, perché invito a leggerlo integralmente.
Dio voglia che tutta la Chiesa si lasci arricchire e interpellare da questo lavoro, che i pastori, i consacrati, le consacrate e i fedeli laici dell’Amazzonia si impegnino nella sua applicazione e che possa ispirare in qualche modo tutte le persone di buona volontà» (QR nn. 3-4)
Dalle parole citate pare evidente che Francesco, dopo aver affermato che non intende sostituire il Documento finale con la sua sintesi della Esortazione Apostolica, auspichi che pastori, consacrati, laici e persone di buona volontà possano applicare le conclusioni dei padri sinodali, che egli invita a leggere integralmente. Interessante invito, con conseguenze e sviluppi da considerare attentamente.
Francesco, evidentemente, come più volte ha indicato con il suo magistero, non intende “calare dall’alto” le soluzioni e le direttive in merito al governo della Chiesa,
Ma suggerire, col suo bagaglio esperienziale legato ad una pastorale presbiterale che deve “odorare delle pecore”, e ad una realtà ecclesiale sudamericana che ha vissuto le sue punte più profonde nell’opzione preferenziale per i poveri e nella condivisione della difffusa realtà delle comunità ecclesiali di base, che ciascuno di noi riscopra la categoria, ricordata dalla LUMEN GENTIUM, dell’azione e del protagonismo di quel Popolo di Dio che cammina comunionalmente, superando dunque gli inconvenienti, da lui più volte denunciati, del clericalismo e del clericocentrismo.
Traducendo: voi invocate una riforma che sia ancora una volta diretta dalle scelte clericali e calata dall’alto dal magistero papale? Imparate a camminare come Popolo di Dio (così come ci è stato mostrato nella consultazione e nei lavori sinodali) e sarà questo popolo stesso il protagonista della riforma da voi auspicata!».