Chi ha vissuto l'ingresso di Gesù in Gerusalemme? L'evento, la realtà (la "res", direbbe la teologia medievale) è vissuta dalle folle, con Gesù. Poi è venuta la memoria in forma liturgica.
Chi ha vissuto la unzione di Betania? In una "casa", le mani e i capelli di una donna. Poi sono venute le unzioni rituali.
E oggi noi dovremmo avere paura di far VIVERE fuori dalle chiese la memoria di questi gesti?!
Alla domanda: "Chi celebra oggi la messa delle ore 10?", magari rispondiamo: "Don Tizio"; meglio sarebbe dire: "La presiede un prete (o un vescovo)"; ma l'espressione più precisa e calzante sarebbe: "Oggi (e sempre) celebra il santo popolo di Dio". «Continui a radunare intorno a te un popolo, che da un confine all'altro della terra offra al tuo nome il sacrificio perfetto» (Preghiera Eucaristica terza). E questo "sacrificio perfetto" non è l'Eucarestia, bensì l'offerta di tutta la vita, di ciascuno e di tutti insieme: «Concedi che, riuniti in un solo corpo dallo Spirito Santo, diventino offerta viva in Cristo, a lode della tua gloria» (Preghiera Eucaristica prima).
Come lo fu per Gesù: l'offerta della vita fu lo stile di tutta la sua esistenza, non del culto.
dChMc 200403