Dobbiamo prendere atto che è stato chiuso il santuario di Lourdes (dal 17 marzo). E non è esattamente come chiudere tutti gli altri luoghi: è (era) il santuario dedicato primariamente alla invocazione per i malati.
Tutti gli altri luoghi di preghiera e di ritrovo delle varie religioni - se già non sono stati chiusi - hanno comunque subìto pesanti restrizioni all'accesso dei fedeli.
La devozione ha fatto ricorso a tutti i possibili "mezzi" per superare (possibilmente con una certa rapidità) questa pandemia: reliquie, processioni, immagini sacre, speciali esposizioni e pratiche di pietà...
Sono stati invocati tutti i santi del calendario, soprattutto quelli riconosciuti patroni in occasione di malattie, pestilenze, disgrazie.
Se sono stati tirati in causa - con gesti anche eclatanti, con profonde attese -, significa che si è creduto nella loro efficacia.
La storia è ricca di episodi edificanti, che hanno risolto situazioni complicatissime.
Oggi non hanno (ancora) funzionato.
A ben poco serve citare espressioni consolatorie circa i "tempi di Dio" diversi da quelli degli uomini: se fosse così, Dio sarebbe alla finestra dei nostri drammi, incomprensibilmente affascinato dalle lancette di un suo orologio che batterebbe delle ore diverse dalle nostre, così per noi drammatiche e insopportabili.
Sì, fanno bene coloro che ci ricordano che se Dio Trinità ha dato il via al non-Dio (le creature e il creato) non può (perché non può rimangiarsi la sua identità di Creatore, non di padrone) sospendere o sostituirsi all'autonomia relazionale dentro la quale la realtà è (e senza la quale non sarebbe).
Certo che anche i Tre (Padre, Figlio e Spirito) non stanno certo bene vedendo ciò che accade; non stanno bene da quel famoso evento di rottura della comunione descritto nel capitolo 3 del libro della Genesi. Con una immagine un po' troppo antropomorfa, direi che manca anche a loro il respiro, sono in deficit di ossigeno, stanno con il fiato sospeso.
Come tante altre volte; come - per antonomasia - quella volta era assetato di ossigeno il Figlio di Dio, a braccia spalancate sulla croce... ma l'ultimo respiro non lo trattenne per sè, lo buttò fuori, lo regalò a tutti coloro che ne erano e ne sono tuttora affamati. 
don Chisciotte Mc 200402