... «La nostalgia del trovarci insieme a celebrare la cena del Signore, che tanti tra noi hanno avvertito in queste settimane, può aprirci a riscoprire il dono del Pane e della Comunità che ci fanno essere Chiesa che risponde alla chiamata del Signore. È stata bruscamente interrotta un’abitudine, può rinascere una motivazione più convinta sostenuta da un desiderio grande. «Andiamo a Messa», come siamo soliti dire, non per rispondere distrattamente a una consuetudine, ma perché avvertiamo forte e sincero il desiderio di incontrare il Signore, di celebrare il Suo Amore insieme ai fratelli che sono parte viva della nostra umanità.
C’è un passaggio nella Sacrosanctum Concilium, la Costituzione del Concilio Vaticano II sulla liturgia, che merita di essere riletto e attuato con una disposizione del cuore nuova: «I fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma (…) partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente» (48). I tre avverbi (consapevolmente, piamente, attivamente) meritano la nostra attenzione e possono fare di questo ritorno una rinascita delle nostre comunità che sono generate dall’Eucaristia e trovano nell’Eucaristia il Pane del cammino»...
don Fausto Gilardi, 8.5.2020
https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/riprendiamo-ad-andare-a-messa-nulla-e-come-prima-319214.html?fbclid=IwAR37NmixEgpo07PgCIJqnnpTpfe_sw3ofBeKG6hgOaoWc_wl4oLYWaFWsI4