Perché la Chiesa stende le mani su un uomo, invoca lo Spirito Santo e lo ordina vescovo, presbitero o diacono? Sul fatto che esista questo evento non ci piove (anche se in questi giorni non smette mai di piovere, in questa zona), ma la ragione è di difficile rinvenimento. Ciascuno dice la sua: "Per consacrare l'ostia!"; "Per fare del bene!"; "Per guidare la Chiesa"; "Perché non si può fare nulla senza i preti"; "Perché è un bravo ragazzo"...
Così scrivevo in una delle pubblicazioni che ho dedicato al tema: «L’evento sacramentale della ordinazione invoca una specifica effusione dello Spirito Santo affinché si ripresenti nella storia una forma particolare di servizio: la cura – in forma stabile ed autorevole – della custodia e della trasmissione della originale e paradigmatica relazione che Gesù ebbe con i “suoi”, quella che fa della chiesa ciò che essa è: convocazione originata dall'azione gratuita e preveniente del Signore e dalla risposta graziosa di coloro che hanno accolto la sua chiamata e hanno vissuto con lui lungo il suo ministero e nella sua Pasqua» (Marco Paleari, Presbiteri nel popolo di Dio. A servizio della comunione, p. 77).
Il ministero ordinato (vescovi, presbiteri, diaconi) è al servizio della comunione nella Chiesa; vescovi, presbiteri e diaconi sono servitori del popolo di Dio affinché esso si riconosca e viva per ciò che è: il Corpo di Cristo, nella comunione tra le varie membra.
Poiché viviamo "dopo il capitolo 3 del libro della Genesi", non è scontato che la Chiesa viva di comunione fraterna, anzi; è stata la brutta sorpresa con cui ha dovuto fare i conti anche Gesù, rispetto ai suoi discepoli della prima ora. Gesù dona questa relazione fraterna che viene dalla Trinità e la rende ogni giorno possibile attraverso la presenza dello Spirito Santo, che suscita carismi personali per il bene di tutti. Tra gli "strumenti" (in senso nobile) a servizio della comunione ecclesiale, ci sono la Sacra Scrittura, i Sacramenti (tra cui l'ordinazione), la Tradizione.
Se il ministero ordinato non valorizza i carismi del popolo di Dio, favorendo così la vivacità ecclesiale e la coesione profonda, non serve. Su questa base (che mi è stata insegnata e che io stesso insegno da anni) possiamo verificare il servizio reso da vescovi, preti e diaconi.
Su questa base verifico il mio attuale servizio... e farò le mie valutazioni.
don Chisciotte Mc, 200612