Movimento. Linguaggio pieno della voglia di cambiare
di Nunzio Galantino
« (...) Poche note, ma sufficienti per farci passare da una concezione del movimento inteso come traslocazione fisica a una visione metaforica del movimento, che riguarda sia le scelte di vita personali sia le scelte e le attività sociali. Qui, la parola movimento finisce per essere molto vicina a passione, coraggio, voglia di progredire e impegno a trasformare sogni e desideri in realtà. Tutte azioni che, pur non escludendole, non richiedono necessariamente spostamenti fisici. Esigono invece forte carica emotiva, grande consapevolezza e ben radicate motivazioni. Non è un caso che “movimenti” vengano chiamate le formazioni sociali che, sostenute da chiare motivazioni, finalizzano le loro energie al raggiungimento di scopi bene identificati. E, a proposito di motivazioni, è il caso di notare che i termini “motivazione” e “movimento” derivano entrambi dal latino motus, che indica la spinta o tensione verso qualcosa di desiderato. Quasi a dirci che quando nella vita mancano motivazioni forti, manca anche il movimento, inteso come desiderio di mettersi in gioco e di spendersi per cambiare la propria condizione fisica, spirituale o sociale. Quando invece le motivazioni sono presenti, il movimento si arricchisce di forme e significati diversi. Diviene linguaggio che permette al soggetto di entrare in relazione, di rivelare la propria voglia di cambiamento e di manifestare sentimenti ed emozioni (...)».
in “Il Sole 24 Ore” del 12 luglio 2020