Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Lc 22,25-27).
Il Figlio di Dio vive la vita di Dio Padre, il quale è il modo originalissimo di essere "principio di tutto", di essere "prima di tutto e sopra tutto", di essere Vita: dona, condivide, non trattiene, non schiaccia, non teme concorrenza, non ha interessi. Dio Padre esalta, promuove, crea, chiama per nome, vivacizza... in questo senso genera.
Gesù nell'Incarnazione sperimenta e si scontra con ciò che è agli antipodi di questo modo di essere (l'unico vivo, vitale, vivificante): il potere che non rispetta, schiaccia, sottovaluta, relega in un angolo, banalizza... e quindi soffoca, isterilisce, impoverisce, fa terra bruciata.
Il potere sta a tavola e si fa servire. Il potere pensa di non aver bisogno (e pensare che lo stesso Dio Padre - in modo sommamente libero e sovranamente signore di sé - non ha voluto restare da solo, fuori dal tempo e dallo spazio!). Il potere pretende di conoscere. Il potere obbliga. Il potere non ama e quindi non capisce. Il potere è contemporaneamente e insipientemente omicida e suicida.
Nel vangelo di oggi non si tratta di una vaga "disposizione a servire". E' l'appello estremo di Gesù ad entrare nella logica di una diversa costituzione e costruzione dell'essere. L'essere è ciò che Gesù ha trovato adatto nominare con l'espressione "Abbà", "papà"; non lo ha chiamato "re", "maestà", "eccellenza", "dottor"... tutti titoli che sussistono in un'altra logica.
Siamo tutti figli, nella vita e nella Chiesa; anche figli gli uni degli altri, se e solo se entriamo nella logica di paternità-maternità al modo di Abbà.
Altre modalità di potere saranno pure allettanti e apparentemente efficaci, ma permangono nella "dark side" dell'animo umano, alternative alla Via della Vita.
don Chisciotte Mc, 200718