"Per adesso sono tra quelli fortunati.
Febbre e dolori forti per un paio di giorni - tipo quando mi sono rotto le costole, per capirci - ma passati quasi subito.
Ora sintomi da raffreddore molto pesante, con due bonus:
La stanchezza, mai provata così.
Taglio 3 fette di pane e mi sembra di aver abbattuto una foresta a colpi di accetta, fiatone e cuore a mille.
Poi gli odori ed i sapori, completamente scomparsi.
È una sensazione nuova, difficile da capire se non la si prova, anche quando me lo raccontava chi ci è passato. Nuova, appunto: non c'entra nulla come quando si ha il raffreddore "e il cibo non sa di niente".
Difficile da spiegare, ma è molto diverso.
Tutto sa di acqua. A occhi chiusi impossibile riconoscere un cibo.
Peró mi accorgo, ad esempio, se un cibo è o meno salato, perché manca la sensazione di pizzicore che dà la salatura. Se mangio un pomodoro sento l'acidità ma non il sapore. O l'astringente.
È strano perché fa realizzare appieno che il gusto di un cibo non è dato solo dal sapore, ma dalle mille sensazioni che provoca e dall'immaginario che crea. E mi accorgo che una cosa che diamo così per scontata e banale, di colpo non lo è più, e ritrovarla diventerà una piccola conquista.
E per cui, nella fortuna di una forma non grave, già sogno il momento in cui tornerò a godermi un pasto.
Nel frattempo resta la paura - perché resta, non si può far finta di nulla - che possa peggiorare.
Insieme alla rabbia di averlo preso non so come - forse in un luogo che dovrebbe essere di cura - e il senso di colpa di averlo portato a chi mi sta vicino.
Cui si aggiunge un aumento del livello di intolleranza verso chi minimizza, addirittura nega.
Perché a me sta andando bene, tanti altri non hanno avuto la mia fortuna.
Non fate gli imbecilli.
Cercate di evitare di pigliarlo".
Massimo Alberti, su FB, 6.3.2021