Abolire il nemico
di Raniero La Valle
(...) "L'abbandono della logica del Nemico avrebbe una portata epocale. Fin dal principio la società si è conformata a una lotta degli uni contro gli altri, un antico frammento di Eraclito faceva della guerra l’origine di tutte le cose, di tutti re, e nella modernità è stato Carl Schmitt a sostenere che il confronto amico-nemico è il criterio e la sostanza stessa del politico.
La competizione selvaggia dell’età della globalizzazione e il precipizio della politica nelle spire del bipolarismo, del maggioritario, della lotta al proporzionale, del populismo carismatico e dell’esclusione dei perdenti ne sono il prezzo.
Gli sconfitti sono scartati, papa Francesco la chiama società dello scarto, perché i soccombenti, i poveri, non solo vi sono sfruttati ma sono esclusi, non possono lottare, di fatto non ci sono: ai naufraghi e ai migranti sono negati i porti e la terra della loro salvezza, sono restituiti al mare o alle torture dei lager libici.
Il problema è però che l’ideologia del Nemico non è più compatibile con la conservazione della società umana. Nella condizione della lotta degli uni contro gli altri né la pandemia può essere fermata nelle sue estrose varianti, né il clima può essere governato in modo da preservare la vita sulla terra, né la guerra può essere ripudiata nella sua inesauribile proliferazione; e a questo punto l’uscita dalla sindrome del Nemico non è solo una questione di etica pubblica, è una questione di sopravvivenza e ci sfida a passare a un’altra antropologia. Mai nella storia si era dato quest’obbligo.
Ma questo è il tempo che ci è toccato in sorte. Sta a noi prenderne atto.
Una tale conversione chiama in causa la Chiesa italiana e il suo prossimo Sinodo, di cui finalmente si è avviato il cammino. il cui Manifesto recita: “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita”. “Koinonia”, la rivista di padre Alberto Simoni, lo interpreta come l’atteso kairós o momento di grazia, nel quale il Vangelo sia riproposto come vino nuovo in otri nuovi. La vera novità starebbe proprio nell’annuncio dell’amore dei nemici. Il Vangelo è l’unico codice che lo prescrive. Non potrebbe esserci oggi, per la vita delle persone e per la società tutta, un carisma più grande di questo. Se questa rivoluzione avvenisse, sarebbe stabilita la condizione dell’unità umana per salvare la terra, i populismi cadrebbero, nessuno sarebbe scartato. Sarebbe il dono fatto al mondo dalla Chiesa di papa Francesco.
in “www.chiesadeipoverichiesaditutti.it” del 28 luglio 2021