La spada
di Gianfranco Ravasi
"Chi prende in mano la spada, di spada perirà. Ma chi non prende la spada (o la lascia cadere) perirà sulla croce".
"Queste parole certamente impressionano. A scriverle è stata una donna ebrea di straordinaria intelligenza, affascinata dal cristianesimo, Simone Weil nella sua opera L’ombra e la grazia, pubblicata postuma nel 1947. Si è di fronte a una verità dai due volti, entrambi necessari. Da un lato, ecco le parole di Gesù davanti al gesto del discepolo che con un colpo di spada aveva mozzato l’orecchio di uno di coloro che stavano arrestando il suo maestro nel Getsemani: «Tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada» (Matteo 26, 52). La scelta della non violenza rompe quella catena di odio e di sangue che la risposta armata genera.
D’altro lato, chi fa questa scelta alta deve anche essere consapevole che può schiudersi davanti a lui il sentiero del Golgota, ossia il divenire vittima. Certo, la non violenza non è mera passività; è impegno a denunciare il male, è testimonianza gridata e coerente per la giustizia. Non per nulla Gesù stesso aveva affermato di essere venuto «a portare una spada» (Matteo 10, 34). Nel Cenacolo aveva esortato a comperare una spada (Luca 22, 36-38). Ma quando un discepolo gli aveva replicato: «Signore, ecco qui due spade!», Cristo amaramente aveva concluso: «Basta!». L’equivoco della «forza» rispetto alla vera «fortezza» della testimonianza era evidente e insuperabile".
in “Il Sole 24 Ore” del 21 marzo 2021