«Maria mi abbraccia, la sua testa si appoggia sopra la mia gola, parliamo soffiando le parole, lei dice: "Tu cresci ogni giorno e io mi agguanto a te per crescere anch'io così in fretta. Ancora ieri questo muscolo sul tuo petto non c'era, ancora ieri non eri così giusto per me".
Non so dire di ieri, già oggi è passato e piallato coi trucioli biondi del larice e la forma della pialla nella mano, il rumore a soffio del taglio che spella il millimetro del legno. E solo in fondo al giorno la mano ritrova il suo posto intorno al bumeràn e sulla spalla di Maria.
Ieri è il pezzo di bobina già scritto e arrotolato. Maria, chiedo, è questo qui l'ammore che sta nelle canzoni? "No, dice, quello è ammore di malinconia, uno strofinaccio di lacrime e sospiri, uh quant'è scocciante. L'ammore nostro è un'alleanza, una forza di combattimento".
Le nostre chiacchiere strette scappano nel vento che ce le scippa dalle bocche».
Erri De Luca, Montedidio, 92