Tentare l'impossibile


"Se il matrimonio fosse soltanto l'unione d'un uomo e di una donna, non sarebbe così pesante. Perché esiste anche un sinistro rinchiudersi della coppia, si hanno molteplici varianti d'egoismo o d'autismo a due.Questo è ciò che rende il matrimonio così forte e così indistruttibile: unire un uomo e una donna attorno a un progetto. A un progetto folle. Spesso votato all'insuccesso. A una sfida quasi impossibile da realizzare e imperiosa da osare. Il dramma sarebbe non tentare l'impossibile, rimanere, per una vita intera, alla misura di quel che si può".

Ch. Singer, Elogio del matrimonio, del vincolo e di altre follie, 17-18

Con grande dispiacere

Madre Stress


di Massimo Gramellini


Prima di crocifiggere come madre snaturata la signora di Lecco che ha scordato la figlia di 2 anni in macchina nel giorno del suo compleanno, vorrei che pensassimo a tutte le volte in cui sarebbe potuto succedere alle tantissime donne che ne condividono la vita. Come ogni mattina la signora di Lecco si era alzata per prima, in modo da preparare la colazione al marito e ai figli, aveva controllato che i due più grandi si fossero lavati i denti e avessero messo la merenda nello zainetto, aveva ripassato con loro le tabelline e la grammatica. Poi, mentre il marito li portava a scuola, si era gettata sulla più piccola: nutrendola, lavandola, vestendola, caricandola in auto per parcheggiarla dalla baby sitter, prima di raggiungere l'istituto in cui insegnava e dove sarebbe stata travolta dalle rimostranze della preside, dalle gelosie delle colleghe, dai lamenti dei genitori, dal frastuono degli alunni. A un certo punto, nell'ingranaggio folle della sua esistenza si è insinuato un buco: la donna ha dimenticato di passare dalla baby sitter oppure si sarà convinta di averlo fatto (capita, con i gesti abitudinari). Ha parcheggiato l'auto davanti alla scuola e si è lasciata travolgere dal lavoro fino all'ora di pranzo, quando una telefonata del marito le ha riacceso la luce. Si è scaraventata in strada, ma era tardi: la bimba agonizzava dietro i vetri chiusi ed è morta subito dopo per arresto cardiaco. Prima di crocifiggere come madre snaturata la signora di Lecco, vorrei che ringraziassimo il destino perché ha il pudore di tramutarsi in dramma così di rado. Altrimenti il ritmo dissennato delle nostre vite provocherebbe ogni giorno una carneficina.



http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=455&ID_sezione=56&sezione=

Vorrei che certe non esistessero più

Si racconta che Paul Ariel Spitzer, una fresca mattina di maggio del 1946, entrò nel Café Herrenhof di Vienna e, insieme alla colazione, chiese il Völkischer Beobachter, il giornale ufficiale del partito nazionalsocialista. Durante quegli interminabili anni di orrore, la propaganda del regime si era diffusa a macchia d'olio grazie alla distribuzione capillare di quel giornale: un milione e settecentomila copie nel 1944! «Ma non c'è più, signore! Non lo stampano più!», fu la risposta stupita del giovane cameriere. Tutti lo sapevano: la seconda guerra mondiale era finita da un anno e certi giornali non esistevano più. Eppure, il giorno dopo, quel distinto signore ebreo tornò in quello stesso caffè e chiese di nuovo a quello stesso cameriere: «Il Völkischer Beobachter, per favore!». La risposta fu ancora: «Non c'è più, signore!». La stessa scena si ripeté nei giorni seguenti, finché quel cameriere, non potendone più, domandò: «Mi scusi, signore! Perché ogni giorno mi chiede questo giornale, se ogni volta le ripeto che non esiste più?». Il signor Spitzer, con una calma strana dipinta sul volto, gli rispose: «Appunto per questo glielo chiedo: per sentirmi dire che certe cose non esistono più!».

Recensione del concerto

Il menestrello incanta Varese

Branduardi canta le radici dell'Europa, le radici dell'Insubria.

Si è svolto lunedì sera al teatro Apollonio di Varese il tanto atteso concerto del cantautore varesino Angelo Branduardi, promosso dall'associazione culturale Terra Insubre, che ha voluto il cantante come padrino all'apertura della seconda edizione della kermesse culturale "Insubria, terra d'Europa". Numerosissimo il pubblico. Quasi mille persone in sala hanno riservato un'accoglienza davvero calorosa all'artista che per circa due ore ha regalato la sua musica e la sua arte ai presenti. "Io sono il Trovatore e sempre vado per paesi e città. Ora che sono arrivato fin qui, lasciate che prima di partire io canti". Sono queste le parole che aprono il concerto, dando spazio alla musica intesa come il moderno "trovatore" la vuole donare agli ascoltatori. Un'arte che trascende la realtà, una musica che parte dalla spiritualità e giunge per un percorso naturale alla corporeità, una musica che sa far chiudere gli occhi e guardare oltre la porta chiusa. Lo spettacolo si divide in tre diversi momenti in ognuno dei quali si palesa un modo diverso di fare musica. La prima parte è dedicata alle opere francescane ed a San Francesco, più spirituale. Nella seconda parte i riflettori sono puntati su "sua Maestà il violino", come lo definisce lo stesso Branduardi, "strumento che racchiude in sé un'anima arcaica e moderna. Si dice che non sia il musicista a suonare il violino, ma che sia il violino a suonare il musicista, ed è vero. Per questo si credeva che questo fosse lo strumento del diavolo". Vengono proposti i classici del repertorio quali alla "Fiera dell'est", "Cogli la prima mela" ed il "Ballo in fa diesis minore" eseguite dal maestro accompagnato unicamente dal suo strumento e cantate dal pubblico. Nel terzo momento c'è spazio invece per la musica per sottrazione. Suonare creando silenzi, generando una sospensione nel tempo e nello spazio, creando un'incoscienza magico religiosa. "Alle radici d'Europa" non è stato un semplice concerto. E' stata una performance musicale, teatrale e poetica. Ha saputo creare nel teatro di Varese un piccolo microcosmo di arte intesa a 360 gradi. Ad accompagnare i presenti in questo meraviglioso momento Angelo Branduari, il moderno trovatore, affiancato da tre valenti musicisti, Leonardo Pieri alle tastiere e parte armonica, Davide Ragazzoni alla batteria e percussioni, Stefano Olivato al basso e contrabbasso, che hanno deliziato tutti con la loro arte. Elisa Penati


 Il video dell'inizio del concerto:


 http://it.youtube.com/watch?v=Ll7zpsYlFFc&feature=user

Avviso

Domani e dopo niente post: sarò via!!


Vado qui:



Indovina dov'è!


Sguardi

"Personalmente non ho mai avuto dubbi in proposito: la carità comincia dallo sguardo. Diceva Simone Weil: «Una delle verità fondamentali del cristianesimo, verità troppo spesso misconosciuta, è questa: ciò che salva è lo sguardo». L'adultera, come del resto Zaccheo e tanti altri, deve la propria salvezza a uno sguardo. Lo sguardo di Gesù è, in un certo senso, creatore. Chiama all'esistenza una persona. Risveglia il suo essere autentico, reale.Ed è anche uno sguardo rivelatore. Perché manifesta all'uomo le sue vere possibilità, la sua vera dimensione.Mi sembra molto significativa questa testimonianza che ho letto su un giornale: «Conoscevo una persona accanto alla quale ognuno non solo si sentiva se stesso, ma il più, il meglio di se stesso. Quando chiesi a quella persona qual era il suo segreto, mi rispose con tutta semplicità: "Basta mettere a fuoco la persona che ti sta dinanzi come se al mondo null'altro vi fosse che l'interesse di questa persona"».

A. Pronzato, Le donne che hanno incontrato Gesù, 50

Nonviolenza

"Ogni violento presume di essere coraggioso, ma la maggior parte dei violenti sono dei vili. Il nonviolento, invece, nel suo rifiuto a difendersi è sempre un coraggioso. Lo scaltro, che adula il tiranno per trarne profitto e protezione, o per tendergli una trappola, non rifiuta la violenza bensì gioca con essa al più furbo. La scaltrezza è violenza, doppiata di vigliaccheria ed imbottita di tradimento. La nonviolenza è al polo opposto della scaltrezza: è un atto di fiducia dell'uomo e di fede in Dio, è una testimonianza resa alla verità fino alla conversione del nemico".


Il testo completo nella sezione TESTI del sito

Di passaggio

Gustoso aneddoto chassidico, che narra di uno straniero recatosi a far visita a un rabbino. Entrando in casa dello studioso della legge mosaica, il viaggiatore si stupì nel vedere che questi vivesse in una sola stanza con tanti libri, ma quasi senza mobili. «Rabbì, dove sono i tuoi mobili?»: domandò il visitatore. Il rabbino, senz'alcun imbarazzo, rispose: «E i tuoi dove sono?». Senza pensarci un attimo, lo straniero replicò: «Che domanda! Sono in viaggio. Non ho mobili!». E il rabbino, sorridendo compiaciuto, concluse: «Anch'io sono solo di passaggio su questa terra».

Xenofobia e solitudine

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Martin Niemöller

grazie a:
http://www.alessandrorobecchi.it/

Desolazione

Ecco a voi due link a forum che commentano la recensione al libro del card. Martini:

http://www.crismon.it/forum/showthread.php?p=96627

http://www.effedieffe.com/content/view/3305/183/



Mi domando se loro e io abbiamo letto lo stesso Vangelo,

quello che COMANDA l'amore persino per i nemici,

figuriamoci per i confratelli cristiani.



Ma soprattutto NON mi domando più come possa esistere chi non crede nella Bella Notizia:

visto come e da chi è "difesa", mi sorprendo come possa esserci ancora qualcuno che osi ritenerla credibile.



Ringrazio la Herder per aver pubblicato il libro

(qualcuno di voi immagina come mai non sia stato pubblicato in italiano??!!),

e consiglio l'acquisto:

http://www.herdershop24.de/index.php?sid=aa9052cbb819ed6d149e598672dbbfcb&cl=details&anid=1540016&listtype=search&searchparam=Martini


don Chisciotte

Consolazione

Si tratta solo di una recensione;

invito me e voi a leggere il libro intero!!

Martini, il Cardinale e Dio. Il testamento del cardinale

Repubblica

Devastante

Asilo Moratti

di Massimo Gramellini

Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio». Se il microfono non ha capito male, l'assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni. Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande? Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.

Lotta all'alcolismo

Lotta all'alcolismo, la Francia decreta la morte degli happy hour

Mentre in Italia impazza e dilaga la moda dell'aperitivo alcolico, la Francia sentenzia quella che già viene definita la «morte programmata dell'happy hour», per volere del primo ministro Francois Fillon in nome della lotta all'alcolismo. L'eliminazione della fascia oraria per bere a metà prezzo nei bar (per lo più dalle 18 alle 21) è una delle misure stabilite dalla Commissione interministeriale di lotta contro la droga e la tossicomania (Mildt). I proprietari di discoteche e bar in Francia dovranno tenersi forte: il fiore all'occhiello del pacchetto normativo è «il divieto della promozione di bevande alcoliche con tariffe favorevoli, nei luoghi di vendita e di consumo (happy hour, open bar) e quello della vendita alla bottiglia di bevande a gruppi di tre o cinque nei locali che hanno la licenza di notte». Invocati per ragioni di «salute pubblica» questi divieti rischiano secondo il quotidiano francese Le Parisien di avere «un serio impatto economico». Per Patrick Malvaes, presidente del Sindacato nazionale delle discoteche e dei luoghi di svago (Sndll) «non si capisce come queste misure potranno risolvere i problemi di alcolismo. Se venissero applicate sarebbe catastrofico per la professione che ha già visto la propria attività diminuire del 25%. Sopprimere gli happy hour è ridicolo, sono dei momenti per stare assieme, che permettono ai bar di attirare la clientela» ha continuato. Intanto alcune città hanno già cominciato la loro battaglia contro l'aumento di incidenti e violenze legate all'uso di alcol. 'Happy hour' e 'Open bar' sono vietati a Nantes dal novembre scorso, a Rennes non è più possibile consumare bevande alcoliche nelle strade nè venderle dopo le 20.

Corpus Domini


"La logica da cui nasce l'Eucarestia è la stessa della croce, ossia una logica perdente. Sul Calvario Cristo non risultò certo vincitore, almeno nella maniera e secondo i criteri in cui siamo soliti pensare.La più grande opera di Dio, la sua impresa più sensazionale, la croce appunto, appare agli occhi del mondo come una sconfitta, uno scandalo, una vergogna. Allorché Dio interviene nella storia, non lo fa con il piglio e il dispiegamento di mezzi dei grandi della terra (e di alcuni suoi rappresentanti). Al contrario, rinuncia alla potenza e allo sfoggio di maestà. E sul campo di battaglia ci lascia il proprio Figlio, che si è rifiutato di combattere, di ricorrere alla forza, anzi addirittura di difendersi. Gesù, nemmeno nei momenti di pericolo, ha mai tenuto attorno a sé delle guardie del corpo. La fede eucaristica, perciò, fa memoria di una sconfitta, di un colossale fallimento, non di una vittoria trionfale. Più precisamente: «di come una sconfitta possa mettere radici e possa fruttificare il seme di un amore e di una speranza. Molti hanno vinto, in tutti quei modi che ben conosciamo: solo Gesù ha vinto dal legno della croce. E di questa speciale vittoria-sconfitta il credente fa memoria nella fede» (E Gentiloni). La pratica eucaristica dovrebbe sviluppare in noi una mentalità perdente, favorire quelle scelte costose che non assicurano automaticamente e immediatamente il successo e i risultati.La piccolezza e non la grandezza. Il servizio e non il dominio. La dedizione disinteressata e non i privilegi e gli onori. Il nascondimento e non l'esteriorità. Una presenza discreta che determina lente maturazioni, e non l'occupazione del potere e le imprese folgoranti. Offerta incondizionata e non pretese. La speranza e la pazienza tenaci e non valutazioni di tipo quantitativo. Il lavoro oscuro più che le rappresentazioni spettacolari (oltre che costose: il Pane non può avere quel prezzo spropositato e si trova a disagio in quei grandiosi scenari...). L'Eucarestia implica la capacità di perdersi, scomparire, una volontà di donazione, una fedeltà "fino alla fine" (Gv 13,1), nonostante il tradimento, l'abbandono, il rifiuto, la solitudine, la notte, il complotto, il tradimento e l'abbandono degli amici, il prevalere delle forze del male coalizzate per estirpare quel germe indifeso. L'Eucarestia, come la croce, non può mai essere una prova di forza. Semmai una prova di debolezza. Meglio: la scommessa sulla debolezza. L'amore non ha bisogno della forza. Per mostrarsi il più forte, quale veramente è, l'amore non può fare a meno della debolezza. L'Eucarestia, ossia la debolezza irresistibile dell'amore".

 


A. Pronzato, La Domenica festa dell'incontro, 97-98

Figli e genitori rispetto ad Internet

Ricerca dell'Università di Tel Aviv

I genitori non sanno come navigano i figli

Solo il 4% ritiene che i ragazzi possano diffondere informazioni personali online: in realtà sono il 73%

Cosa fanno veramente i ragazzi quando sono collegati alla Rete? Un nuovo studio, supportato da un sondaggio su ampia scala che ha coinvolto sia adulti che bambini, lancia ombre sulla reale consapevolezza dei genitori riguardo alle attività online dei propri figli. Nell'era di Facebook, MySpace, dei blog e dell'instant messaging, i genitori sono lontani più che mai dal mondo degli adolescenti che integrano quotidianamente le proprie attività scolastiche e ludiche con una seconda vita virtuale. (...) Ha messo a confronto per la prima volta quello che gli adulti credono di sapere e ciò che i figli realmente fanno al computer, facendo emergere un gap generazionale notevolmente dilatato rispetto al passato, soprattutto a causa dell'avvento delle nuove tecnologie. (...)È evidente la difficoltà dei genitori nello stare al passo con l'abilità, la conoscenza dei mezzi e l'esperienza nella navigazione propria dei giovani di oggi. Ad esempio, uno dei trucchi fondamentali che i ragazzi usano per far perdere le tracce dei propri viaggi sul web è la cancellazione della cronologia dei siti visitati: il 30% degli intervistati tra i 9 e i 18 anni ha dichiarato che questo, come tanti altri, è uno dei sistemi usati per mantenere la propria privacy in famiglia. (...) Secondo la ricercatrice, la soluzione al problema sta innanzitutto nel raggiungere la consapevolezza dell'esistenza di questa realtà così fondamentale nella vita dei nostri ragazzi. Inoltre non serve vietare l'accesso al web. Piuttosto bisogna stimolare il dialogo con i figli e indicare loro le stesse regole e cautele che sarebbe giusto seguire anche nella vita reale: non dare confidenza agli sconosciuti e non fornire mai i propri dati personali; piuttosto cercare di sfruttare le eccezionali opportunità di crescita e di conoscenza che il mondo virtuale offre.

I bambini giochino!

L'invito di Nickelodeon: siete troppo grassi, andate al parco a giocare

La tv dei bimbi si spegne per un giorno

Triste primato: un italiano su tre dai 5 ai 17 anni è sovrappeso

di Michela Tamburrino

I bambini sono pigri e mangiano male. Passano pomeriggi sdraiati sul divano davanti alla tv, il 23% s'imbottisce di merendine. A tavola invece sono svogliati. In compenso il 15% non pratica alcuno sport. La giornata casalinga prevede più di due ore davanti al computer impegnati ai videogiochi. Otto bambini su dieci utilizzano il web quotidianamente, il 25% per più di due ore. Esiste anche una geografia degli stili di vita per regione: in testa per uso del pc i calabresi, in coda sardi, umbri e valdostani. Il quadro sconfortante della realtà giovanile italiana viene da un'indagine Swg per Moige. A lasciare interdetti è un altro elemento che arriva dall'Iots (International obesity task force) e apre una finestra su quelli che sono gli insegnamenti alimentari che i genitori impartiscono ai figli: il 36% degli italiani dai 5 ai 17 anni è sovrappeso e questo ci pone al primo posto in Europa, battendo, se pur sul filo di lana, gli spagnoli. Un trend negativo in crescita: entro il 2010 si prevede il raddoppio del dato. Un problema grave che ha fatto scattare l'allarme: l'Organizzazione mondiale della sanità invoca una maggiore sensibilizzazione delle famiglie e della scuola, la Coldiretti avverte che le malattie dell'obesità sono responsabili del 7% dei costi sanitari. In tale contesto anche una singola iniziativa può aiutare. L'ha presa Nickelodeon, il canale d'intrattenimento per bambini più diffuso al mondo. (...) I dirigenti hanno deciso di spegnere Nickelodeon per un giorno, mandando in video oggi, e per 24 ore, un cartello che invita i piccoli spettatori a uscire da casa e a giocare nei parchi. (...)Una situazione che vede i genitori sul banco degli accusati, colpevoli di trascuratezza. Ma c'è chi cerca di affrontare la situazione con fantasia. (...)

Festa


Un doveroso omaggio al papà di una bimba così bella!!

Amicizia

"Sarà eccellente perché viene da Dio, eccellente perché tende a Dio, eccellente perché il suo vincolo è Dio, eccellente perché durerà eternamente in Dio. Che bella cosa amare in terra come si ama in cielo, ed imparare ad amarsi scambievolmente in questo mondo come faremo in eterno nell'altro!"

s. Francesco di Sales a proposito dell'amicizia, Introduzione alla vita devota, 215

Uomini e pecore

Una ricerca inglese ha evidenziato un comportamento "da branco"

Gli uomini in gruppo diventano gregge

La folla tende sempre a seguire una o due persone che danno l'impressione di saper dove andare

Londra - Quando si trovano in mezzo alla folla, le persone tendono a comportarsi come le pecore, ovvero a seguire ciecamente colui o coloro (al massimo si tratta di due individui) che sembrano sapere esattamente dove stanno andando (anche se magari non è affatto vero). A sostenerlo è uno studio dell'Università di Leeds che, stando al professor Jens Krause (...). «In questo atteggiamento, ci sono dei forti parallelismi con il comportamento degli animali che vivono in branco. Tutti noi siamo stati in situazioni dove ci siamo lasciati trascinare dalla folla, ma l'aspetto più interessante di questo studio è che coloro che vi hanno partecipato hanno finito per prendere una decisione consensuale, malgrado non fosse loro permesso di parlare o rivolgersi agli altri. Nella maggior parte dei casi, non hanno nemmeno realizzato di essere stati guidati dagli altri». «In maniera ancora più sorprendente

Comunicazioni interrotte

Satira sottotitolata

di Massimo Gramellini

Aeroporto di Fiumicino. In attesa dell'imbarco, un passeggero sta sfogliando i giornali. Si inchioda davanti alla vignetta di Altan su «Repubblica», un padano in camiciotto verde che bofonchia: «Basta con le mezze misure, ci vuole il boia di quartiere». Il passeggero si gira verso un amico: «Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno!». Tendo l'orecchio, sicuro che l'interlocutore gli spiegherà che Altan è un umorista e gli umoristi coltivano i fiori del grottesco. Invece l'amico sbotta: «Non sono d'accordo. Vogliamo arrivare alla pulizia etnica? E sì che Altan una volta era progressista».

Mi viene da piangere. Come a un funerale. La mia adorata satira giace lì senza vita, assassinata sulle poltroncine del Gate numero 4. Forse è morta per asfissia: la realtà è diventata così paradossale da aver tolto il fiato a un'arte che si nutre di paradossi. Forse l'hanno pugnalata le due sorelle siamesi: ignoranza e volgarità. Forse si è suicidata a furia di prendersi troppo sul serio, anche se non è certo il caso di Altan. Oppure si è semplicemente atrofizzato il muscolo invisibile che consentiva ai lettori di cogliere il salto logico. Quella capriola intelligente del pensiero che distingue l'ironia dalla comicità da caserma, persino quando entrambe si nutrono delle stesse parolacce (è la differenza fra la Littizzetto e il Bagaglino). Qualunque sia la causa del decesso, il referto è implacabile: se bisogna mettere i sottotitoli all'umorismo, significa che non lo si capisce più. Comunicazione interrotta, riprenderemo a sorridere il più presto possibile. Sperando non sia troppo tardi.

Stupore


"La lode è il compimento necessario dell'opera della Creazione.

Senza lode, la Creazione risulta per così dire incompiuta, ed è abbandonata alla disgregazione. Senza stupore, senza apprezzamento, senza contemplazione estatica, l'universo va in rovina".

A. Pronzato, La Domenica festa dell'incontro, 53

Invidie

Invidiando

di Massimo Gramellini

Ah, cosa sarebbe il mondo senza l'invidia. Senza i capannelli di scrittori impegnati che nel retropalco della Fiera del Libro parlottavano di Saviano, e chi lo trovava arrogante, chi esibizionista, chi fanatico, chi semplicemente ossessivo, pur di non ammettere che la sua colpa inemendabile è di aver venduto milioni di copie del suo libro sulla camorra, mentre loro faticano a uscire dal cerchio del «salottume» editoriale. Ah, cosa sarebbe il mondo senza quei giornalisti che nei corridoi delle redazioni, talvolta persino davanti alle telecamere, spargono fiele su Travaglio, non perdonando a se stessi di non essere riusciti a diventare Travaglio, cioè uno che vende libri, riempie teatri, buca il video e sa coltivarsi un pubblico di lettori fedeli. E cosa ero io, nel mio piccolo, quando l'invidia mi suggeriva corsivi cattivelli contro Baricco, perché in realtà i riccioli e la scrittura ipnotica avrei voluto averli io. Ora che sono guarito dal morbo, posso permettermi di scrivere che Saviano merita rispetto benché non sia il mio genere (mi piace troppo il lieto fine), che Travaglio è un inquisitore documentato e in buona fede ma ignora l'importanza delle sfumature (la vita vera non assomiglia alla requisitoria di un pm: il male, come il bene, non gioca mai da una parte sola), e che Baricco comincia a perdere i riccioli pure lui. Perciò lo adoro.

Rientrato a Venegono

Eccomi ritornato a Venegono!

Con mio padre,

partiti ieri da Plainfield IN

http://townofplainfield.com/main/

alle ore 5.15 in auto

http://www.hyundaiusa.com/vehicle/sonata/sonata.aspx

diretti alla stazione dei bus Greyhound di Indianapolis

http://www.greyhound.com/home/en/TicketsAndTravel/TicketsAndTravelInfo.aspx

Alle 7.15 bus diretto a Chicago IL

http://www.ci.chi.il.us/city/webportal/home.do

Alle 10.30 taxi per Chicago Airport O'Hare

http://www.ohare.com/Ohare/OhareHomepage.shtm

Alle 15.25 partenza del volo Alitalia per Roma - Fiumicino

http://www.alitalia.com/it_it/?WT.srch=1

Alle 10 di oggi partenza per Milano - Linate sempre con Alitalia

alle 11.21 Bus ATM n.73 fino a San Babila

Metro Rossa fino alla stazione Cadorna

Alle 12.30 bus STIE fino a Legnano

http://www.paginegialle.it/stiespa

Alle 13 in auto fino a S.Vittore Olona

Infine in auto fino a Venegono Inferiore



DEO GRATIAS!

Lezioni di cioccolato


Un film italiano semplice, simpatico, e quel tanto profondo da non essere banale! E poi c'e' il cioccolato!!!

Omaggio alle donne

Rifarsi (una vita)

di Massimo Gramellini

Da un noto volto femminile della tv che preferisce mantenere l'anonimato riceviamo e pubblichiamo, astenendoci per una volta da ogni commento.«Non la consideri una divagazione superficiale, ma sono convinta che a far perdere la Casa Bianca a Hillary Clinton non sia stato Obama e nemmeno quel narciso impenitente di suo marito. E' stato il chirurgo plastico. Se fosse rimasta se stessa, al naturale, si sarebbe presentata agli elettori come una onesta sessantenne dai capelli grigi e dalle guance cadenti. La nuova nonna d'America. Una nonna sessantottina, oltretutto. I bianchi della sua generazione, e non solo della sua, si sarebbero identificati in lei e l'avrebbero votata in massa, pieni di fiducia. Invece il lifting ha trasformato Hillary in una macchietta di infelicità e inaffidabilità: la solita donna di potere, ricca a arrogante, che fugge dal tempo e mistifica gli avvenimenti, a cominciare da quelli che riguardano l'evoluzione inesorabile del suo corpo. Sono stati i ritocchi - neanche troppo riusciti, fra l'altro - a far apparire Hillary così finta e così antipatica. Perché a sessant'anni dovresti sembrare più giovane? Perché non ti accontenti di essere più autorevole? Una donna che si rifà i connotati ammette una propria debolezza fisica, cioè l'unico tipo di debolezza che gli uomini sono ben felici di riconoscere, rinfacciare e far pagare alle donne. E questo le toglie autorevolezza, oltre che autenticità. Una donna rifatta non farà mai carriera. E infatti non ne conosco una, dico una, che sia riuscita a farla. Nemmeno io. Rifatta e pentita».

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=443&ID_sezione=56&sezione=Buongiorno

Pentecoste


Buona festa di Pentecoste a tutti!!

Arrivati ad Indianapolis!




Volo perfetto:

in orario, ben servito, gambe allungate nei posti vicino alle uscite d'emergenza, bei film!!

Che dire? Sono stato fortunato? Direi GRAZIE!!


Compositio oppositorum


La dottrina di Nicea e di Calcedonia e, in generale, l'approccio sistematicamente antinomico del mistero per i Padri greci, hanno creato un tipo di pensiero per tensioni che è rimasto oggi la molla dello spirito di ricerca (...). Se Cristo è allo stesso tempo vero Dio e vero uomo in una sola Persona, se questa Persona, a sua volta, è allo stesso tempo distinta e consustanziale nel seno della Trinità, ne deriva l'obbligo di "pensare insieme" dei termini opposti".

 Olivier Clément, Il senso della terra, 76

Viaggio a Indianapolis


Avviso ai naviganti!

Domattina parto per Indianapolis,

per la laurea di mia sorella Stefania.

Tornerò giovedì 15 maggio.

Cercherò di postare qualcosa da là.

Buona settimana!

don Chisciotte

Droghe low cost

L'invasione delle droghe low cost

Boom di consumo di ecstasy fra i giovanissimi:

bastano 18 euro per un pastiglia

di Guido Ruotolo - «Purtroppo quello delle droghe è un mercato che continua a tirare. Colpisce il “gradimento” in larghe fasce giovanili delle sintetiche, ecstasy in particolare. E per diversi motivi: il basso costo di una dose; l'idea, assolutamente sbagliata, che non produce danni; l'illusione che sia una droga socializzante». (...) Quello che colpisce sono i confronti con l'anno scorso. Diciamolo subito: aumento dei morti (da 551 a 589). Due estremi: la più giovane vittima aveva 16 anni, la più anziana 71. E la droga assassina per eccellenza rimane l'eroina (234 decessi su 551). Riduzione del 4,9% del totale di droghe sequestrate (31,6 tonnellate); crescita vertiginosa dei sequestri di ecstasy e altre droghe sintetiche (+193,67%); aumento delle persone segnalate all'autorità giudiziaria (+6,68%). In particolare: 27.490 arrestati, 7.305 denunciati, 443 irreperibili (totale 35.238, di cui il 9% donne). (...) «La produzione della cocaina in Sud America e dell'eroina in Afghanistan continua a salire; arrivando a toccare rispettivamente le 984 e le 610 tonnellate per il 2006. Le previsioni per l'eroina afgana, per il 2007, registrano una nuova impennata raggiungendo il massimo storico di 820 tonnellate, ovvero il 93% della produzione mondiale». (...) E' la Lombardia che ha il primato di pasticche sequestrate: 213.802. (...)

Litigi in cucina

Litigi di coppia? In cucina

di Francesca Gugliotta

La stanza dove si preparano i cibi e si mangia è il posto dove moglie e marito si scontrano più spesso. Lo dice un panel di esperti, dai matrimonialisti ai sociologi, che hanno risposto alla ricerca del Mauri Lab. "Lui la vuole più cotta", "i figli preferiscono sempre qualcos'altro", "lei non prepara come la mamma": la cucina, lontano dall'essere il luogo di ritrovo per la famiglia e laboratorio culinario, diventa un vero e proprio campo di battaglia.Stress da lavoro, ansie da studio, capricci adolescenziali, sbalzi d'umore femminili, ma anche maschili, trovano nello spazio cucina un catalizzatore. Finita la giornata, il nucleo familiare, ormai ridotto a due, tre componenti, nei casi più fortunati quattro, si incontra intorno a un tavolo e innesca una "lotta" verbale, con uno scambio non proprio pacifico di pareri, un ripetersi incessante di lamentele, un accenno di osservazioni taglienti.Questo clima da guerra fredda è la normalità. L'atmosfera si fa ancora più accesa se intervengono le variabili "pranzo domenicale", "cenone di Capodanno", "rimpatriata tra ex-compagni di scuola": sono loro, i temibili ospiti e i velenosi parenti ad aprire quel vaso di Pandora da cui fuoriescono rancori mai sopiti, aspetti caratteriali non smussati, permalosità e orgogli vari. Gli italiani cucinano sì sempre meno, come afferma il 68 per cento degli esperti tra matrimonialisti, psicologi, chef, architetti, sociologi, mediatori familiari, cromo e aromaterapeuti intervistati dal Mauri Lab, laboratorio/osservatorio internazionale creato dall'omonima azienda. Ma litigano sempre più, nascondendo dietro argomenti futili delusioni e insoddisfazioni.Oltre sei esperti su dieci affermano che la principale causa dei conflitti si verifica su ciò che viene portato a tavola. (...) http://temi.repubblica.it/casa/2008/04/30/litigi-di-coppia-in-cucina/

Ragazzo in gamba


«Molti credono in un Dio domiciliato sopra le nuvole,

seduto su una poltrona dorata, e vecchissimo.

Io sono persuaso che Dio è un ragazzo veramente in gamba,

e sempre in giro per il mondo».


Ignazio Silone, Uscita di sicurezza, 1965

Violenza in tv

Il Comitato media e minori ha presentato a Roma il rapporto 2007

In calo l'emergenza sui reality show, ma aumenta la violenza

Tv, Rex, Dragon Ball e Domenica in: non adatti al pubblico dei più piccoli


Il pastore tedesco è brutale e nel cartone animato ci sono omicidi e sadismo.


Preoccupazione per "l'abbondanza di cronaca nera" in Tg, talk-show e fiction

Bollino rosso sul cane lupo Rex e su Dragon Ball da parte del Comitato di applicazione del Codice Tv e minori. Il pastore tedesco, infatti, viene giudicato troppo violento, mentre il cartone animato è finito sotto accusa per i troppi omicidi e le scene di compiacimento per atti di violenza. Per loro, e non solo, sono scattate le sanzioni previste dalla legge. (...) Durante lo scorso anno il Comitato ha accertato un calo dell'emergenza dovuta ai reality show, ma contemporaneamente è aumentata la preoccupazione per quanto riguarda il tema della violenza in televisione. Nella casistica delle sanzioni del comitato presieduto da Emilio Rossi, appaiono moltissimi programmi delle reti pubbliche e private: trailers di film dell'orrore, wrestling, scene di violenza sadica, sessuale o di gruppo in film come Apocalyto, Hannibal lecter, Lo sguardo di Satana, linee hard sui canali privati. (...) Il presidente Rossi ha puntato il dito in particolare sui telefilm di genere criminal-poliziesco di produzione statunitense. "Siamo arrivati ad avere tre prime serate con questo tipo di fiction - ha aggiunto Rossi - e addirittura tre telefilm consecutivi di tipo analogo nella stessa sera. Questo genere di fiction non basta mai ai palati e quindi si accrescono le dosi e questo ci preoccupa. (...) Ma, a sorpresa, fra i programmi nel mirino dal comitato ci sono anche telefilm e format pensati per la famiglia. (...) Sotto accusa anche i telegiornali, che secondo il Comitato mandano in onda troppi fatti di cronaca nera, con dovizia di particolari e immagini raccapriccianti (...) I programmi più sanzionati risultano in ordine decrescente: film e telefilm; informazione; talk show; pubblicità; varietà. Le emittenti più sanzionate sono quelle del gruppo Mediaset, seguite, sempre in ordine decrescente, dal gruppo Rai, da La7 e dalle emittenti locali.



Zoppicanti

"L'obbligo di annunciare la buona novella ci costringe a camminare simultaneamente al passo di Dio e al nostro: perciò avremo il più delle volte l'andatura dello zoppo o quella esitante di un cieco. Con tutte le nostre forze, il nostro spirito, il nostro cuore faremo dell'evangelizzazione l'applicazione del programma di Gesù Cristo. Ma questo programma che noi conosciamo affonda tutto in un piano che ci è oscuro. Del nostro lavoro di ogni giorno, sia pure perfetto, noi non sappiamo ciò che il Signore ne farà... e se molto maldestro o imperfetto, noi non sappiamo a che cosa servirà. Sappiamo soltanto che non andrà perduto ciò che si dona a Dio".

Madeleine Delbrel

Ciò che salva

Dalle «Omelie sul Cantico dei cantici» di san Gregorio di Nissa, vescovo

(Om. 15: PG 44. 115-1118)

Se davvero l'amore riesce ad eliminare la paura e questa si trasforma in amore, allora si scoprirà che ciò che salva è proprio l'unità. La salvezza sta infatti nel sentirsi tutti fusi nell'amore all'unico e vero bene mediante quella perfezione che si trova nella colomba di cui parla il Cantico dei cantici: «Unica è la mia colomba, la mia perfetta, l'unica di sua madre, la preferita della sua genitrice» (Ct 6,9). Tutto ciò lo mostra più chiaramente il Signore nel vangelo. Gesù benedice i suoi discepoli, conferisce loro ogni potere e concede loro i suoi beni. Fra questi sono da includere anche le sante espressioni che egli rivolge al Padre. Ma fra tutte le parole che dice e le grazie che concede una ce n'è che è la maggiore di tutte e tutte le riassume. Ed è quella con cui Cristo ammonisce i suoi a trovarsi sempre uniti nelle soluzioni delle questioni e nelle valutazioni circa il bene da fare; a sentirsi un cuor solo e un'anima sola e a stimare questa unione l'unico e solo bene; a stringersi nell'unità dello Spirito con il vincolo della pace; a far un solo corpo e un solo spirito; a corrispondere a un'unica vocazione, animati da una medesima speranza. Ma più che questi accenni sarebbe meglio riferire testualmente le parole del vangelo: «Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21).

Festa del Lavoro


Grazie a tutti coloro che lavorano!

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