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Il ginecologo che salva le dannate del Congo
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Spiritualità pericolosa- Dettagli

Al cominciar del giorno, Dio, ti chiamo.
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Aspettare all’aeroporto può essere veramente noioso ma non in questo aeroporto. Maan Hamdeh, un artista libanese che ha deciso di suonare e far divertire i passeggeri in attesa di imbarcarsi in un aeroporto di Praga con il piano disponibile sul posto. Si mette a suonare e quello che inizia con “Per Elisa” di Beethoven diventa un’impresa eccezionale. Da qui il nome del video di YouTube “Per Elisa con dei gusti diversi”. La telecamera filma le reazioni degli spettatori che realizzano che Hamdeh suona in un modo fuori del comune. Infine l’interpretazione si conclude con un’esecuzione dal tema del film “Titanic”.
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«Che cosa cercava l’artigiano, che cosa l’ingegnere quando lavorava e sudava per dare alla sua opera una data forma e una data funzionalità?
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Cuore. Il luogo della lotta invisibile
Nel linguaggio biblico, invece, il cuore ha un significato molto più esteso perché designa tutta la persona nell’unità della sua coscienza, della sua intelligenza, della sua libertà; il cuore è la sede e il principio della vita psichica profonda, indica l’interiorità dell’uomo, la sua intimità ma anche la sua capacità di pensiero; il cuore è la sede della memoria, è il centro delle operazioni, delle scelte e dei progetti dell’uomo. In una parola, il cuore è l’organo che meglio rappresenta la vita umana nella sua totalità. Il cuore è il 'sito' spirituale della presenza di Dio (e per questo è detto tópos toû theoû nella tradizione bizantina, domus interior in quella latina), è il luogo dove Dio parla, educa, giudica, si fa presente e abita in colui che, appunto, gli 'apre il cuore': espressione, quest’ultima, significativa per dire come e dove accogliamo la presenza del Signore, come ci disponiamo alla comunicazione e all’amore.
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di don Luigi Ciotti
Da sacerdote mi auguro che il suo esempio sgombri finalmente il campo dalle prudenze, silenzi e ambiguità che in passato hanno caratterizzato l’atteggiamento di una parte di Chiesa nei riguardi delle mafie. E fra gli esempi di coraggio e di coerenza evangelica si possono ricordare i don Puglisi e i don Diana, ma anche i preti uccisi all’inizio del ’900 per il loro impegno sociale in terre di mafia - don Giorgio Gennaro, don Costantino Stella, don Stefano Caronia.
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Venticinque anni fa la strage dei gesuiti
Non era la prima volta che la macchina repressiva salvadoregna violava platealmente chiese e conventi. Che i pastori venivano trucidati insieme alle loro greggi. D’altra parte, sarebbe stato «molto triste se i sacerdoti non avessero condiviso il destino di persecuzione del proprio popolo», diceva monsignor Romero. Quest’ultimo è stato l’esempio più emblematico di Chiesa incarnata nel martirio del Salvador: un proiettile gli straziò il cuore mentre celebrava la Messa nella cappella dell’Hospitalito, il 24 marzo 1980. La strage della Uca fece ripiombare il Paese nel medesimo incubo. Lacerante, per quanto annunciato. I nomi di padre Ellacuría e gli altri religiosi, proprio come in precedenza quello di monsignor Romero, erano scritti in cima alle liste di morte che i “falchi” del regime consegnavano agli scagnozzi. Ai loro occhi, gesuiti e arcivescovo condividevano la “stessa colpa”: la passione, squisitamente evangelica, per i «crocifissi della storia», secondo l’espressione di padre Ellacuría. Da qui, la loro opzione per i poveri, intesa non come scelta di classe, ma come fedeltà a Cristo e alla sua Buona Notizia. A questo hanno dedicato la vita. E per questo l’hanno consapevolmente offerta. Perciò – come disse l’arcivescovo Rivera y Damas –, i responsabili erano gli stessi, anche se materialmente avevano colpito mani diverse. Alla Uca, per ammissione dell’allora presidente Cristiani, aveva agito il battaglione Atlacatl dell’esercito. Nove militari furono processati, condannati e subito rilasciati con vari escamotage. I mandanti, identificati dopo la firma degli accordi di pace da una commissione Onu, non sono mai stati perseguiti.
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«La gente vede chiaro, ha un acuto senso di fede
e dunque detesta, respinge le defigurazioni del ministero
incoraggiandoci e accompagnandoci nella fatica.
Che la gente sia con noi è un grande dono del ministero. […]
La gente ci è strumento di misura, ci è di regola,
non evidentemente nelle esigenze superficiali, epidermiche, ma nel fondo».
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«La misura della intelligenza
è data dalla capacità di cambiare
quando è necessario».
Albert Einstein
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«Voi siete chiamati a non avere una tranquillità sociale, una sicurezza economica, un nome onorato, un popolo fedele,
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Misericordia e verità
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«Non dimenticheremo che
l’atteggiamento fondamentale dei cattolici che vogliono convertire il mondo
è quello di amarlo.
Questo è il genio dell’apostolato: saper amare».
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«Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte».
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«Un prete, don Mario Rigoldi, sta con i zingari, con quelli dello spettacolo viaggiante. Noi stavamo a compassionarlo e dicevamo: “Ma come fa lei?”. Risponde: “Basta avvicinarsi, basta simpatizzare, basta lasciar dire, e così via”. […]
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33. L'Eucaristia è incompatibile con le divisioni nella Chiesa! Incombe dunque, sulla comunità cristiana il rischio che l'Eucaristia, non assecondata nel dinamismo di carità che da essa promana, non riesca a superare gli egoismi e le incomprensioni che emergono continuamente nella vita comunitaria. A sua volta, questa nostra debolezza e meschinità, non raggiunta e purificata dall'Eucaristia, ci rende ancor più impreparati e ottusi dinanzi al mistero eucaristico. Penso alle tensioni che affliggono la vita della comunità e ci inquietano più frequentemente.- Dettagli

Ispira le nostre azioni, o Dio nostro Padre,
e accompagnale con il tuo Santo Spirito,
perché ogni nostra attività abbia in te il suo inizio e in te il suo compimento.
Amen.

















