Abbiamo condiviso le nostre impressioni-intuizioni dopo aver contemplato le opere d'arte che raccontano degli episodi dell'incontro tra Gesù e la Samaritana e di Gesù a Cana:
qui la scheda.


"Disegnare il cielo è bello quanto guardare il cielo".
Bimba Landmann


"Forse più di ogni cosa abbiamo bisogno oggi di facilitatori. 
Di persone cioè che nei gruppi di ogni tipo (fosse la classe o il consiglio di classe, la giunta o il consiglio comunale, il condominio o l’intero quartiere) facilitino i passaggi per cui dallo scontro tra persone, idee, posizioni anche di principio si arrivi a individuare la strada che fa fare a tutti un passo in avanti permettendo a tutti di vivere meglio. E soprattutto che tenda sempre al massimo dell’inclusione e partecipazione possibili.
Se pensate sia impossibile o volete darvi anche solo una possibilità per capire se sia fattibile, cliccate su https://www.lameridiana.it/facilitiamoci.html e scoprite il manuale della facilitazione".



"Il Concilio Vaticano II, realizzando il rinnovamento della liturgia, ha ribadito che la «tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio di inestimabile valore» (Cost. Sacrosanctum Concilium, 112). È proprio così. Penso, in particolare, alle tante tradizioni delle nostre comunità sparse per il mondo intero, che fanno emergere le forme più radicate nella cultura popolare, e che diventano anche una vera preghiera. Quella pietà popolare che sa pregare creativamente, che sa cantare creativamente (...) Per rendere il vostro canto una melodia che favorisce la preghiera e la celebrazione liturgica. Non cadete, tuttavia, nella tentazione di un protagonismo che offusca il vostro impegno, e umilia la partecipazione attiva del popolo alla preghiera. Per favore, non fate la “prima donna”. Siate animatori del canto di tutta l’assemblea e non sostituitevi a essa, privando il popolo di Dio di cantare con voi e di dare testimonianza di una preghiera ecclesiale e comunitaria. A volte mi rattristo quando, in alcune cerimonie, si canta tanto bene ma la gente non può cantare quelle cose... Voi che avete compreso più a fondo l’importanza del canto e della musica, non svalutate le altre espressioni della spiritualità popolare: le feste patronali, le processioni, le danze e i canti religiosi del nostro popolo sono anch’essi un vero patrimonio di religiosità che merita di essere valorizzato e sostenuto perché è pur sempre un’azione dello Spirito Santo nel cuore della Chiesa".
papa Francesco, Alle corali, 24.11.2018


Contemplando le opere d'arte che raccontano dell'episodio di Gesù a Cana:
qui la scheda.


Il Black Friday sta diventando anche in Italia il tempo degli acquisti più vantaggiosi dal punto di vista economico.
Perché non farlo diventare il "Tempo dei regali" (quelli più costosi)?!
Così libereremmo la "finestra temporale" del 25 dicembre, che resterebbe libera per festeggiare Altro, Qualcun'Altro.
Sento già i lettori entusiasti: "Buona idea, Marco! Ma se ci togli i pacchi-regali, a Natale... cosa facciamo?!".
don Chisciotte Mc 181124


Quest'anno il mio compleanno è coinciso con il "Thanksgiving Day" americano.
Il mio Thanksgiving Day prosegue anche oggi....
e anche domani, dopodomani, e ancora e ancora...
don Chisciotte Mc 181123


«Questi che vedete non sono rifiuti. Sono oggetti per ricordare.
Sono scarpe, abiti, salvagenti, oggetti da uomo, da donna, e fin troppi da bambino... e non sono di ferro (che possano restare ben piantati nella memoria), ma sono di tessuto, di gomma... ma sono comunque un Memorial, un Monumento.
Le potete osservare su tante spiagge del Mediterraneo, un mare blu che si è tinto di rosso, perché migliaia di persone sono morte lì dentro. Ognuno di questi oggetti racconta una storia, un cammino, una fine.
“Alla memoria delle vittime morte mentre cercavano una vita": non è scritto su nessuna targhetta.
don Chisciotte Mc 181121


È bello ciò che è buono 
di Nunzio Galantino 
«La bellezza risplende nel cuore di colui che ad essa aspira più che negli occhi di colui che la vede» (K. Gibran). È proprio vero, la bellezza è difficile da riconoscere e da godere senza uno sguardo interiore. È difficile almeno quanto coglierne fino in fondo la radice semantica perché sempre la bellezza tende a comunicare un mistero, una promessa; non sopporta atteggiamenti predatori. E non c’è luogo esclusivo per la bellezza. Nella bellezza si sperimenta qualcosa di infinito, che spinge oltre fino a far sperimentare la pochezza delle parole. 
Il latino bellus (bello), dal quale deriva bellezza, è diminutivo di una forma antica di bonus (buono), prossimo al nostro “carino”. Nella cultura greca arcaica, la bellezza indica l’ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo. È concepita come un valore assoluto donato dagli dèi all’uomo ed è spesso associato alle imprese di guerra dell’eroe omerico. Il fatto che il termine si origini dalla sostantivizzazione di una coppia d’aggettivi (bello e buono) contribuisce ad associare la bellezza non solo a ciò che è bello per il suo aspetto esteriore. Essa è connessa anche al comportamento moralmente buono.
Si capisce allora perché la bellezza – quella vera - è un mistero che ci raggiunge, avvolge e trasfigura. Essa trova dimora, ad esempio, nella natura non violata, nel volto di un bambino non abusato, negli occhi di una madre, nelle mani di un padre che lavora, nel bisturi di un chirurgo che opera, nella donna rispettata nella sua femminilità e nella sua dignità, nel giovane che prepara con passione il suo futuro. Qui abita e chiede di essere riconosciuta e incontrata la bellezza.
Ma essa deve poter trovare dimora anche nelle nostre città perché «una città brutta – ripeteva D. Turoldo – abbruttisce gli uomini». Proprio come abbrutisce e impoverisce una chiesa brutta, un governo brutto, una scuola brutta. Prima e oltre che di ministri del culto, uomini di governo, insegnanti o altro, il nostro mondo ha bisogno di “diaconi della bellezza”.
«Ciò che oggi ci occorre è un sussulto, una fascinazione, un innamoramento, l’emozione per la bellezza racchiusa nel frammento” (A. Casati).
La verità senza bellezza è gelida, è teorema, è assetto dottrinale, non fa trasalire il cuore. Il bene stesso e la virtù, senza bellezza, diventano pesanti, finiscono per soffocare. 
Senza bellezza, la vita si riduce a vuota teatralità, a coreografia perfetta ma senz’anima: parole proclamate, canti urlati, gesti ripetuti. Senza occhi che scrutano e cuore che batte non c’è bellezza. 
«La bellezza è per i ricercatori di fessure, di soglie segrete, di fili pressoché invisibili. Soglie non tanto da varcare con animo predatorio, ma su cui sostare, da cui intravvedere e provare emozione, commozione. La bellezza è per i ricercatori di un oltre, quelli che hanno resistito alla seduzione della quantità, della grandezza esteriore, dell’esibizione» (A. Casati).
in “Il Sole 24 Ore” del 24 settembre 2017


Da una pianta solo apparentemente piccola e insignificante
fiorisce una Bellezza realmente armonica e sorprendente!
don Chisciotte Mc 181118

Queste che vedete non sono scarpe abbandonate, ovvero, non sono scarpe buttate via o dimenticate. Sono scarpe, anzi, per ricordare. Ci sono da uomo, da donna, e fin troppe da bambino... e non sono di pelle o di cuoio, nemmeno di stoffa ma sono scarpe di ferro, e son ben fissate al suolo perché questo è un Memorial, un Monumento.
Le potete osservare a Budapest, sulle rive di quel bel Danubio che Johann Strauss ci ha tramandato bello, e blu. E invece si è anche tinto di rosso, perché quelle scarpe le dovevano lasciare per poi essere buttati nelle gelide acque del fiume. E ogni scarpa racconta una storia, un cammino... che sia ancora integra o con la suola consumata.
“Alla memoria delle vittime gettate nel Danubio dai miliziani della Croce Frecciata nel 1944-45”: è scritto su una targhetta apposta poco distante.

Contemplando le opere d'arte che raccontano dell'incontro di Gesù con la Samaritana:
qui la scheda.


Ti prego, Gesù, non farti pregare 
di Enzo Bianchi 
“Facciamo che tu eri sempre mio amico, ma io adesso non ti pregavo più”. Così Leone, il protagonista dell’omonimo romanzo di Paola Mastrocola, si rivolge a Gesù, deluso perché sembra essersi interrotta una sorta di complicità nell’esaudimento delle sue preghiere. Così, “rivolse a Gesù una preghiera piena di rabbia, la preghiera più strana e folle che qualcuno abbia mai rivolto a Gesù: lo pregò ad aiutarlo a non pregarlo più”. Inevitabile conclusione cui perviene la mente e il cuore di un bambino che ha capito come tutto dipenda dall’aver fiducia, dal credere fermamente che l’altro sia capace di ciò di cui noi non siamo capaci: se invece i fatti incrinano questa fiducia, allora non ha più senso pregare, fosse anche per non chiedere nulla. Quando preghiamo, infatti, chiediamo innanzitutto di poter aver fiducia in colui al quale ci rivolgiamo. (...)
in “Robinson” del 4 novembre 2018 


"Il dispiacere fa venire la febbre".
Ennio, 181112


"Si può vivere tutta la vita senza sapere perché viviamo;
non si può vivere nemmeno un istante senza sapere per chi viviamo".
dal web


"Anche una goccia d’acqua ha la capacità di amare quando cade su di un filo d’erba ingiallito e lo disseta".
Romano Battaglia


Se non uso il potere come i potenti, non capiscono il valore di ciò che dico e faccio;
non obbediscono come gli obbedienti (meno male!);
non riconoscono uno stile comunque autorevole (quello necessario);
non colgono la chance di essere tutti "re" (sponsabili).
Ma io continuo a ispirarmi al tipo di "potere non-potente" che ha esercitato Gesù.
don Chisciotte Mc - 181030 

Quaranta secondi. È il tempo medio di attenzione davanti a uno schermo quando siamo al lavoro. E fuori dall'ufficio, va ancora peggio: saltiamo continuamente da una chat a una foto Instagram, da un post all'altro di Facebook, da un link all'altro. Siamo in una parola, IPERCONNESSI.


Un conto è mettersi nei panni dell'altro,
un conto è fare i conti in tasca (del tempo, dei soldi, dei pensieri) dell'altro.
don Chisciotte Mc


Se io dovessi credere in quel dio nel quale credono molti dei cristiani che conosco,
non sarei credente.
Un dio lontano, irremovibile, capriccioso, incomprensibile.
Il Dio a cui mi affido è differente... grazie a Dio!
don Chisciotte Mc 181106

"Corriere della sera di oggi: sulla sinistra una pagina di pubblicità per la crema contro l’invecchiamento della pelle. Sulla pagina di destra la foto che ritrae Amal, bimba di 7 anni morta per malnutrizione nello Yemen.
Immagini che accostate mostrano i paradossi del nostro tempo.
Ancora oggi ci sono i popoli della fame e quelli dell’opulenza. Vi prego, non restate indifferenti. 
A me questa pagina ha colpito nel profondo e la condivido con voi".
Walter Magnoni, 3.11.2018

«Sono gli analfabeti funzionali, quegli italiani che non sono in grado di capire il libretto di istruzioni di un cellulare o che non sanno risalire a un numero di telefono contenuto in una pagina web se esso si trova in corrispondenza del link “Contattaci”. È “low skilled” più di un italiano su quattro e l'Italia ricopre una tra le posizioni peggiori nell' indagine Piaac , penultima in Europa per livello di competenze (preceduta solo dalla Turchia) e quartultima su scala mondiale rispetto ai 33 paesi analizzati dall'Ocse (con performance migliori solo di Cile e Indonesia)».

«Come le onde del mare, come le onde del mare
balla la gente quando suono il mio violino.
Mio cugino è prete a Kilvarnet,
mio fratello è prete a Mocharabuiee.
Ma io ho fatto più di mio fratello e mio cugino:
leggono nei libri di preghiere,
io leggo nei miei libri di canzoni
che ho comperato alla fiera di Sligo.

Quando alla fine dei tempi
noi ci presenteremo a Pietro,
andremo da lui seduto in maestà,
allora lui sorriderà ai nostri tre vecchi spiriti,
ma chiamerà me per primo oltre il cancello.

Perché sempre allegri sono i buoni,
salvo che per cattiva sorte,
e la gente allegra ama il violino,
la gente allegra ama ballare.

Quando mi vedono arrivare,
corrono da me tutti gridando:
"Ecco il violinista di Dooney!
Vengono a ballare come le onde del mare».
William Butler Yeats


Resta per me inconcepibile che - quando qualcuno è in disaccordo (o addirittura si arrabbia) con qualcun'altro - non lo saluta più, non gli parla più.
don Chisciotte Mc 181020