Nel tempo di grazia del fidanzamento

«L’apertura del proprio cuore al legame affettivo in cui l’alterità di un Tu sessualmente differente si presenta interpellando la propria libertà senza che ci si possa impossessare di lui, non differisce, come tensione interiore, alla ricerca di un Tu assoluto da cui si attende non una parziale corrispondenza, ma una piena ed adeguata rivelazione della propria destinazione e del senso ultimo della propria vita. In questo attimo sospeso, in cui nell’innamorarsi ci si apre ad una nuova identità, quasi ad una riformulazione di se stessi a partire dall’altro, si assume l’atteggiamento tipico dell’umano di fronte al divino. (...) Da qui nasce la connotazione profondamente religiosa, quasi rituale che ogni innamoramento assume, almeno nel suo insorgere».
Claudio Giuliodori, Intelligenza teologica del maschile e del femminile, 47

Antologia

Due che sono uno
Come potremmo essere in grado di descrivere la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, il sacrificio conferma, la benedizione consacra, gli angeli annunciano, il Padre ratifica? Infatti nemmeno in terra i figli si sposano in modo legittimo e valido senza il consenso dei padri.

È come un giogo di due fedeli che condividono una sola speranza, un comune desiderio, un'unica norma di vita, una medesima servitù. Entrambi fratelli, entrambi compagni di servizio; nessuna differenza nello spirito e nella carne, piuttosto veramente «due esseri in una sola carne» (cfr. Gn 2,24). Dove una è la carne, è uno anche lo spirito: insieme pregano, insieme si amano, insieme trascorrono i tempi di digiuno, insegnandosi l'un l'altro, l'un l'altro esortandosi, l'un l'altro offrendosi sostegno.
Entrambi ugualmente stanno nella Chiesa di Dio, ugualmente nel divino banchetto, ugualmente nelle angustie, nelle persecuzioni, nei momenti di sollievo.
Nessuno dei due nasconde qualcosa all'altro, nessuno evita l'altro, nessuno gli è molesto. Spontaneamente, se infermo, è visitato, se povero, soccorso. Le elemosine si fanno senza costrizione, i sacrifici senza difficoltà, la diligenza quotidiana si esercita senza impaccio, il segno di croce non è furtivo, il ringraziamento non è timoroso, la benedizione non è silenziosa. Tra i due risuonano salmi e inni, e reciprocamente fanno a gara per vedere chi canti meglio per il suo Signore. Cristo vedendo e udendo questo, si rallegra. A questi manda la sua pace. Dove ci sono due, anch'egli è presente, dove egli è presente, non si trova nessun malvagio. Questi sono i precetti che la voce dell'Apostolo ci ha lasciato ben comprensibili nella loro concisione. Se sarà necessario, richiamali alla tua mente.
Tertulliano, Alla sposa, II, 3-9
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