Rispettata anche quest'anno una piccola "tradizione" personale: salire in moto e fare anche solo un piccolo giro durante i "tre giorni della merla"... e quest'anno non è stato per nulla difficile!!

Scheda bianca, che sperpero
di Alessandro Banfi, 25.01.2022
"È surreale il comportamento di chi oggi non ha pronta una soluzione di convergenza per il Colle, pur condividendo il governo del Paese. La mancata indicazione o, peggio, la preferenza goliardica ad Angela o Cruciani, sono un prezzo troppo alto in termini di credibilità e reputazione fatto pagare alle istituzioni repubblicane. E paiono rendere inutili i sacrifici degli ultimi due anni
La scheda bianca è un’opzione possibile, ci mancherebbe.
Ma qui si tratta di valutare le mosse di un Parlamento, allargato ai delegati regionali, che conosce da molto tempo la scadenza di questi giorni. C’è qualcosa di profondamente ingiusto nel produrre un voto bianco in una situazione di emergenza estrema, che ha persino portato le forze politiche ad affidarsi alla guida di una personalità esterna di prestigio come Mario Draghi, a suo tempo indicato dall’iniziativa di Sergio Mattarella.
È surreale il comportamento di chi oggi non ha pronta una soluzione di convergenza per il nuovo Presidente della Repubblica, pur condividendo il governo del Paese.
Così com’è irritante il comportamento, un po’ goliardico, dei vari voti dispersi attribuiti a questo o quel personaggio della tv, come Bruno Vespa o Mauro Corona. Il nostro Paese vive un’emergenza drammatica: da almeno due anni ci sono centinaia di morti al giorno per la pandemia, il virus ha creato problemi sociali, economici e psicologici in tutte le fasce di cittadini. La situazione internazionale ci riserva crisi che toccano l’Europa, tanto da far temere una inedita guerra per l’Ucraina.
Eppure i leader e i grandi elettori non sono pronti a identificare il successore di Mattarella. Solo ieri il premier ha avviato colloqui coi vari esponenti di partito, Matteo Salvini non ha ancora comunicato la “rosa” dei nomi del centro destra, annunciata da giorni. Vedremo se nell’elezione di oggi qualcosa cambierà, ma la sensazione è che il palazzo stia andando completamente alla deriva rispetto alle esigenze dei cittadini. È già fuori tempo massimo. Come si può chiedere responsabilità e unità d’intenti, quando lo spettacolo offerto è quello di Montecitorio?
I grandi elettori dovrebbero chiedersi perché il presidente uscente Mattarella è così popolare oggi fra gli italiani.
Dovrebbero riflettere bene nella loro scelta per non tradire lo spirito e le pratiche di sette anni di Presidenza della Repubblica.
Mi si obietta che i peones votano Alberto Angela o Giuseppe Cruciani per irridere i loro capi partito e dunque manifestare la propria libertà di franchi tiratori. Lo capisco, ma devono sapere che il prezzo di credibilità e di reputazione che stanno facendo pagare alle istituzioni repubblicane in questa circostanza è molto alto. Danno l’impressione di rendere inutili due anni di pesanti sacrifici che tutti abbiamo condiviso.
Di sperperare un patrimonio messo da parte con grande fatica".
http://www.vita.it/it/article/2022/01/25/scheda-bianca-che-sperpero/161665/

O Dio, che guidi l'universo con sapienza e amore, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per la nostra nazione: fa' che fioriscano la giustizia e la concordia, e per l'onestà dei cittadini e la saggezza dei governanti si attui un vero progresso nella pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
dal messale

L'arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, al Corriere della Sera all'inizio del nuovo anno: «Anche provare vergogna può far bene. Non amo attribuire colpe e rivolgere accuse in generale. Un po’ di vergogna la provo anch’io. Non abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Non abbiamo avuto coscienza di quale prezzo avesse il nostro benessere. Forse non siamo disposti a riconoscerlo neppure quando ce lo dicono in faccia i lavoratori sottopagati, i morti sul lavoro, i bambini minatori. Io trovo utile informarmi attraverso i media missionari. Contribuiscono a farmi provare vergogna. Incoraggio tutti, anche i politici, a leggere queste riviste».
1 gennaio 2022

#i verbi transitivi
di Gianfranco Ravasi
"La vita umana non può essere ristretta nel solo perimetro dei verbi transitivi: ciò che io faccio, ciò che io acquisto, ciò che io mangio e così via. Essi ci rinchiudono nel campo del «ciò», del «questo». Ma a noi risulta insufficiente e soffocante. Abbiamo bisogno di un «Tu»" (Martin Buber).
Nel brano citato (...) si contrappongono ai verbi transitivi - che sfociano sempre nell'agire, nel possedere, nel dominare e, quindi, si annodano attorno al «ciò», al «questo», alle cose - i verbi riflessivi e dialogici. Essi invitano a scendere in profondità nell'«Io» della nostra anima per disserrarne la porta e, così, introdurre il «Tu», ossia l'altro. È il bisogno di amare nel senso pieno del termine che non è conquista sessuale o possesso di corpi, ma è incontro di cuori. È l'incrocio con gli occhi e le mani dell'altra persona. (...)
in “Il Sole 24 Ore” del 16 gennaio 2022

https://www.youtube.com/watch?v=YAG6nj7Sff8 (dal minuto 2:00)

STROMAE, "L’enfer", traduzione
Non sono solo a sentirmi tutto solo
Ed è già qualcosa
E se contassi tutte le persone come me
Saremmo in tanti
Tutto quello a cui ho pensato
È pazzesco quante persone abbiano pensato la stessa cosa
Ma anche questo non mi aiuta a sentirmi meno solo
In realtà
Ho pensato al suicidio un paio di volte
E non ne vado fiero
A volte senti che sarebbe l’unico modo per metterli a tacere
Tutti questi pensieri mi fanno passare l’inferno
Tutti questi pensieri mi fanno passare l’inferno
Sono l’unico con la TV accesa?
Stai guardando il Guilt Trip Show?
Beh, a volte dovresti cambiare canale
Anche se non troppo spesso
Altrimenti ti farà girare di nuovo la testa
E sarà troppo tardi per fermarlo
È proprio in quel momento che vorrei far sparire tutto
In realtà
Ho pensato al suicidio un paio di volte
E non ne vado fiero
A volte senti che sarebbe l’unico modo per metterli a tacere
Tutti questi pensieri mi fanno passare l’inferno
Tutti questi pensieri mi fanno passare l’inferno
Sai, ho riflettuto sulla questione
E davvero non so cosa fare con te
Considerando il problema
Questo è esattamente il problema con te
Sai, ho riflettuto sulla questione
Davvero non so cosa fare con te
Considerando il problema
Questo è esattamente il problema con te

L’ENFER (2022)
J’suis pas tout seul à être tout seul

Il gioco ecclesiastico dell’immobilismo
di Marco Ronconi
“Facciamo un gioco. Ipotizziamo per assurdo che domani esca un documento del Magistero sul saluto. Immaginiamo che nella prima parte — quella teologica — si dichiari l'immenso valore spirituale dello scambiarsi saluti; che si ricordi poi come nei testi sacri esso sia legato alla benedizione di Dio e di come, citando la tradizione più autorevole, il saluto sia parte essenziale della missione cristiana. Poi, sempre per gioco, ipotizziamo che lo stesso identico testo abbia una seconda parte — quella giuridica - in cui si stabilisca un sistema di regole e di norme che di fatto impedisca di salutare la stragrande maggioranza delle persone (…)
È solo un gioco, ma non è purtroppo così lontano da quello che si sia producendo in alcuni documenti magisteriali degli ultimi anni. L'ultimo caso è quello dell’istruzione su “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa” (…).
Inizia ripetendo più volte la necessità per le parrocchie di una conversione radicale delle strutture, e finisce dilungandosi su una tale quantità di abusi ed errori possibili, da sembrare auspicabile che, in realtà, ben poco cambi. Uno dei paragrafi più enigmatici prima afferma che "sembra superata una pastorale che mantiene il campo d'azione esclusivamente all'interno dei limiti territoriali della parrocchia, quando spesso sono proprio i parrocchiani a non comprendere più questa modalità, che appare segnata dalla nostalgia del passato, più che ispirata dall'audacia per il futuro»; poi aggiunge subito, nella riga successiva: «D'altra parte, è bene precisare che sul piano canonico il principio territoriale rimane pienamente vigente, quando richiesto dal diritto». La domanda sorge spontanea: se il principio territoriale è inadeguato, perché sul piano canonico non si modifica la norma che resta invece vincolante?
Allo stesso modo si argomenta sui ruoli della «nuova» parrocchia. Da una parte ampie citazioni del Magistero più autorevole ricordano che «la Chiesa non si identifica con la sola gerarchia» e sottolineano l'importanza del laicato in ordine all'evangelizzazione, e dall'altra parte si ribadisce che nulla dell'ufficio attuale del parroco sia affidato a qualcuno che non sia prete, aggiungendo che non valgono eccezioni nemmeno se i preti non ci sono, e dilungandosi su tutte le terminologie equivoche che vanno evitate per dare anche solo l'impressione che sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune possano frequentare lo stesso piano. (…) Teologi e canonisti devono smetterla di parlare come fossero separati in casa, senza nemmeno accorgersi di finire in contraddizione”. (…)
Jesus, settembre 2020

Sarebbe bello essere tutti meno ottusi.
La Sapienza è sempre stata descritta come "acutezza".
don Chisciotte Mc, 211230