"Come si può tradire Gesù e la Chiesa? Anzitutto in forme clamorose, cambiando cavallo, mutando ideali in maniera totale, lasciandosi irretire dalla mondanità, dal denaro, dall'ambizione, dall'invidia, dalla sensualità. Penso a tutti coloro che, avendo fatto una promessa solenne di vita e di permanenza nel ministero, se ne sono andati, o sbattendo la porta o silenziosamente. (...) Non pochi preti hanno sbagliato discernimento e allora bisogna aiutarli con grande compassione e con molto amore. Non pochi hanno commesso errori dei quali si sono magari pentiti, ma dai quali però derivano conseguenze irreparabili, e anch'essi vanno aiutati. Altri rinnegano, sbagliando discernimento, una vocazione vera e autentica e, prima o poi, si renderanno conto dell'errore, ritrovando un posto nella Chiesa e nella comunità. (...) Occorre comunque distinguere sempre tra un discernimento sbagliato, che poi è stato corretto, e un errore di prospettiva che indica qualche sbaglio globale nell'impostazione dell'esistenza, pur se, col tempo, potrà venire anch'esso corretto dalla misericordia di Dio. (...)

Mi preme qui ricordare piuttosto i tradimenti di un prete che si esprimono anche senza gesti clamorosi, quando ci si mantiene formalmente sul cavallo buono e però si delude una comunità, lasciandola denutrita e triste: essa cerca fuoco e riceve invece un po' di luce al neon; aspetta un nutrimento sostanzioso e riceve panini di plastica; desidera un esempio di vita coraggioso e vede correttezza formale che magari nasconde compromessi; chiede il Vangelo e riceve analisi, orari di gite, programmi; va in cerca di consolazione, incoraggiamento, motivazioni profetiche e riceve lamentele, rimproveri, scatti di cattivo umore. Ha bisogno di compassione e trova distanza, freddezza, funzionarismo; ma la logica del buon funzionario che si attiene al "politically correct" non basta!

Anche senza la portata tragica del tradimento di Giuda, sono molti i modi di tradire la propria comunità che ci saranno in qualche maniera rimproverati nell'ultimo giorno. E dobbiamo esaminarci continuamente, perché il bene di oggi non dura necessariamente anche domani, l'entusiasmo di oggi non è destinato a perseverare di natura sua e va sempre ripreso, col nutrimento quotidiano della Parola e del Pane del Signore.



C.M. Martini, Le tenebre e la luce, 119-12