Non sono i soli ad aver bisogno del Vangelo,

anche in questi giorni,

anche a Roma, a Udine, a Milano, a Varese...




Quei ragazzi sulla panchina hanno bisogno del Vangelo


di mons. Mario Delpini

Avvenire - Milano 7 - 20.04.08


Sembrava una buona idea quella delle panchine collocate là, nella piccola isola verde dell'oratorio. Si immaginavano nonni sapienti e mamme intenerite a vigilare su giochi di bimbi. Ma poi loro hanno preso l'abitudine di accamparsi sopra, sotto, intorno alla panchina: ragazzi e ragazze sdraiati, seduti, accucciati, i jeans a brandelli, la musica pesante. La panchina è diventata una specie di diario: scritte dipinte e cancellate, dichiarazioni graffiate nel legno con improbabili «per sempre», frasi celebri e misteriose allusioni. La panchina è diventata una specie di buco nero: le ragazze passavano alla larga per evitare commenti e volgarità, i bambini, se spingevano fin là il pallone, lo davano per perso. I genitori insistevano con proteste e proposte: «Lascia che mi dicano una parola e con due schiaffoni li metto a posto». «Un idrante ci vuole e fare pulizia». «Ma che cosa aspetta, don, a chiamare i carabinieri?». Ditemi: ha dunque sbagliato il Giuseppe, catechista da sempre, a sedersi con loro sulla panchina? Tra parole colorite e frasi sconnesse, Giuseppe ha raccolto l'immagine di ragazzi smarriti e derubati della speranza. Che abbiano bisogno del Vangelo?