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Giovanni Paolo II è stato sempre contrario alla guerra.

Ieri è stato esaltato, mentre erano in corso una e mille guerre.

Tra canti di gioia, si potevano udire le bombe che fischiavano.

E stamane tanti gioiscono di una e mille morti, esibite senza rispetto, come trofei.

Incoerenze.


don Chisciotte

Giovanni Paolo II, dal Discorso al corpo diplomatico del 13 gennaio 2003

No alla guerra! La guerra non è mai una fatalità; essa è sempre una sconfitta dell´umanità. Il diritto internazionale, il dialogo leale, la solidarietà fra Stati, l´esercizio nobile della diplomazia, sono mezzi degni dell´uomo e delle Nazioni per risolvere i loro contenziosi. Dico questo pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell´arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità. A Natale, Betlemme ci ha richiamato la crisi non risolta del Medio Oriente dove due popoli, quello israeliano e quello palestinese, sono chiamati a vivere fianco a fianco, ugualmente liberi e sovrani, rispettosi l´uno dell´altro. Senza dover ripetere ciò che dicevo l´anno scorso in questa stessa circostanza, mi accontenterò oggi di aggiungere, davanti al costante aggravarsi della crisi mediorientale, che la sua soluzione non potrà mai essere imposta ricorrendo al terrorismo o ai conflitti armati, ritenendo addirittura che vittorie militari possano essere la soluzione. E che dire delle minacce di una guerra che potrebbe abbattersi sulle popolazioni dell´Iraq, terra dei profeti, popolazioni già estenuate da più di dodici anni di embargo? Mai la guerra può essere considerata un mezzo come un altro, da utilizzare per regolare i contenziosi fra le nazioni. Come ricordano la Carta dell´Organizzazione delle Nazioni Unite e il Diritto internazionale, non si può far ricorso alla guerra, anche se si tratta di assicurare il bene comune, se non come estrema possibilità e nel rispetto di ben rigorose condizioni, nè vanno trascurate le conseguenze che essa comporta per le popolazioni civili durante e dopo le operazioni militari.