Così la medicina sta diventando «2.0»

Come l'evoluzione di internet cambia la vita di chi ha un problema di salute

(...) «Vogliamo parlare delle nostre difficoltà e angosce quotidiane. La blogterapia è una grande risorsa per patologie come la nostra». Blogterapia, anche il web può aiutare i pazienti (...). Ma perché le persone parlano online dei loro mali? «Il sentirsi protagonisti aiuta a uscire meglio dalla malattia - commenta Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. - Quest'ultima costringe all'impotenza e alla solitudine, mentre il rapporto con gli altri, attraverso i social network, può aiutare a ricreare la stima di sé». (...) Blog, forum e social network (come Facebook, Twitter o YouTube), tutti strumenti del «web 2.0», stanno rivoluzionando la vita dei pazienti, il lavoro dei medici, l'attività di ricerca scientifica, il rapporto medico-paziente, l'informazione in sanità. Tutto è cominciato nel 2006 negli Stati Uniti e, da noi, più o meno l'anno scorso, con il passaggio dal web tradizionale (il «web 1.0») al web 2.0. Se il web 1.0 era qualcosa di statico e il flusso dell'informazione era unidirezionale, con il web 2.0 le cose cambiano: l'utente viene messo al centro dei servizi e può interagire con altri. «I blog sono stati i primi a partire - spiega Eugenio Santoro responsabile del Laboratorio di Informatica Medica all' Istituto Mario Negri di Milano. - Sono spesso gestiti da pazienti e consentono, sostanzialmente, uno scambio di storie e di esperienze. Offrono un supporto che i medici difficilmente garantiscono dopo le dimissioni dall'ospedale». Uno degli svantaggi del blog è che gli spunti di discussione nascono da chi lo gestisce. I social network (reti sociali), sono più democratici: chiunque può lanciare uno spunto che diventa argomento di discussione della "community". «Quando si parla di social network - continua Santoro (...) si pensa subito a quelli generalisti tipo Facebook, ma i social network in ambito medico non sono questi; sono realizzati su piattaforme più controllate (per esempio Ning) e mettono a disposizione strumenti capaci di facilitare l'interazione di varie persone con uno stesso problema». Persone che, in genere, sono affette da qualche malattia, spesso cronica, come il diabete, come l'asma (...).

Adriana Bazzi