La biografia di Mamma Rosa

di Roberto Beretta

Che cosa spinge le iper-cattoliche Edizioni Segno di Udine ­a pubblicare «in edizione limitata e numerata» la vita della mamma del nostro capo di governo?

Ci mancava anche padre Pio! E invece c'è: Rosa Bossi Berlusconi avrebbe infatti ricevuto a suo tempo dal santo frate delle stigmate una profezia «su suo figlio, futuro premier, secondo cui non gli sarebbe accaduto mai nulla di grave fino a quando si sarebbe continuato a comportare correttamente»... Volendo fare una facile battuta (...), si potrebbe dunque concludere che siamo di fronte a un grave dilemma: o il bunga bunga non è poi moralmente così «scorretto», oppure padre Pio per una volta ha sbagliato previsioni... Ma non vogliamo fermarci a questo livello, nel segnalare quanto invece ci appare assai più significativo (e grave) nella notizia che stiamo per dare: cioè che è proprio una casa editrice cattolica - anzi iper-cattolica e tradizionalista, le Edizioni Segno di Udine ­- a pubblicare «in edizione limitata e numerata» la biografia de «La piccola grande Rosa», mamma recentemente defunta del nostro capo di governo. «L'editore Piero Mantero -­ annuncia con giustificata enfasi la scheda di lancio del volume - è convinto che da questa pubblicazione molti potranno trarne vantaggio e iniziare a valutare il premier e la famiglia Berlusconi attraverso gli insegnamenti della mamma Rosa» (in effetti, a tutt'oggi milioni di italiani lo giudicano ­- positivamente o negativamente che sia - sulla base di ben altro). Non solo: «Dal libro emerge il ritratto e il carattere di tutta la famiglia Berlusconi, forgiato dai grandi valori di questa fantastica madre che ha saputo trasmettere ai suoi cari con abnegazione e forza d'animo». Nemmeno «l'uomo della Provvidenza», per non parlare di De Gasperi, aveva ottenuto tanto: la glorificazione (lui ancora vivo) della mamma. (...) Che fare? Correre in libreria ad assicurarsi il prezioso volumetto per la meditazione quotidiana oppure strapparsi i capelli per un'iniziativa che rilancia un cesaropapismo di cui la Chiesa italiana non sentiva affatto l'urgenza? Decida il lettore. Da parte mia, credo che in questa semplice notizia si nascondano numerosi spunti di riflessione, e non voglio nemmeno enumerarli per non sciupare il piacere ai lettori. Una sola nota: quando ci si compiace tanto delle nostre «radici cattoliche», dovremmo anche chiederci come mai ne nascono simili fiori.