già postato nell'aprile 2011



Rivolte arabe speranze cristiane


di Franco Garelli

Come si muovono e si comportano le minoranze cristiane nelle rivolte in atto in Nord Africa e nel Medio Oriente? Hanno un ruolo attivo o vivono in stand by, in attesa di soluzioni più favorevoli alla loro presenza? Molte fonti concordano nell'indicare che il fattore religione non ha avuto un peso particolare nelle rivoluzioni che stanno cambiando la sponda Sud del Mediterraneo, innescate assai più da tensioni e squilibri avvertiti trasversalmente da molti gruppi sociali che da questioni ideologiche o da conflitti identitari. Nelle proteste e nelle mobilitazioni di piazza (soprattutto nella situazione egiziana e in quella tunisina) la parola e l'iniziativa sono state prese da una classe di giovani distante dall'intreccio tra religione e politica, che più non sopportava l'insensatezza di regimi politici che impedivano loro un minimo di futuro e di emancipazione. Dunque, rivolte giovani, mobilitazione generazionale, ma anche rivoluzione laica e non religiosa, in quanto le bandiere islamiche erano perlopiù assenti, mentre sventolavano quelle nazionali. Il collante della mobilitazione è stato ed è il nazionalismo, l'affermazione di un sentimento e di un'identità che superano le differenze sociali, confessionali e geografiche. Certamente non sono mancati gruppi islamici che hanno cercato di cavalcare la protesta, ma