Il rinnovamento della Chiesa deve venire dal suo interno,

dice l'arcivescovo Martin nell'omelia di Natale


di Michael O'Regan

“Il rinnovamento della Chiesa cattolica deve avvenire dal di dentro”. "La conversione non comporta una fuga dalla realtà del mondo, della società, della cultura e della secolarizzazione, si tratta piuttosto di comprenderle in una luce diversa", ha detto il card. Diarmuir Martin, arcivescovo di Dublino. "Gesù è la luce che ci illumina, ma è anche la luce che ci permette di discernere la realtà della nostra vita in modo diverso'. Nell'omelia della Notte di Natale nella cattedrale di Dublino, Martin ha detto come san Giovanni aveva osservato che Gesù era fra i suoi, eppure è stato respinto proprio da quelli che gli erano più vicini. "Quando riflettiamo sulla situazione della Chiesa e sulle difficoltà che gli uomini e le donne del nostro tempo incontrano nella trasmissione della fede, è molto più facile puntare il dito e addossare la colpa alla società o alla cultura o alla secolarizzazione, e perfino all'ostilità contro la fede, la religione e contro la Chiesa'', ha aggiunto. "Dobbiamo però ricordare che il primo rifiuto che Gesù ha incontrato è stato il rifiuto da parte di quanti gli erano più vicini”. Martin ha detto che la benevolenza di Dio non è apparsa nei palazzi, o in alberghi di lusso,e neppure nell'ostello di un semplice villaggio, ma in quello che rappresentava, agli occhi dei potenti, uno spazio del tutto insignificante. Nel mondo di oggi, e pure in Irlanda, ci sono molti che cercano di vedere in che misura Dio faccia ancora parte della loro vita. "Cercano di capire e, forse, di ravvivare la fede che hanno ereditato. Un patrimonio che, tuttavia, per molti ha perso molto della sua semplicità e freschezza originarie". Martin ha affermato che il punto di partenza per la loro ricerca di una fede adulta è stato troppo spesso ancora una volta l'idea di un Dio astratto quello che proviene dalle ideologie o dalle formule teologiche della loro giovinezza. "Oggi, dobbiamo tutti quanti riorientare lo sguardo e la nostra visione nei confronti di Dio e cercarlo nella persona di Gesù, un cambiamento radicale in cui spesso la mentalità corrente e tanti modelli di pensiero o ideologie che oggi vanno per la maggiore non sono titolari a porlo all'ordine del giorno”. "Se il nostro Dio è concepito in termini di potere o di prodigi o di grandi discorsi, noi ci siamo costruiti un'idea di Dio a nostro uso e consumo e sul quale proiettiamo le nostre ansie e paure", ha detto. (...)


in “The Irish Times” del 27 dicembre 2011 (traduzione di Maria Teresa Pontara Pederiva)