Prosegue l'indagine per capire meglio le ragioni del naufragio della Costa Concordia. Ma paiono documentate le responsabilità del comandante. La compagnia dell'armatore si dissocia dai comportamenti del comandante.
Ancora una volta, però, dobbiamo ricordare quante persone sapevano ciò che - pur illegale e pericoloso - era diventato "normale": lo sapevano il sindaco, i sottufficiali, il personale, gli abitanti dell'isola, forse anche il parroco, i carabinieri, qualche motovedetta della guardia costiera (una nave così non passa inosservata!)...
Non ci saranno forse responsabilità penali dirette, ma non può mancare la valutazione morale di tante "connivenze", più o meno gravi, più o meno nascoste, più o meno consapevoli.
Concludo riportando alcune frasi dell'articolo di oggi di Gramellini su "La Stampa":
Mi auguro che non tutto quello che si dice di Schettino sia vero: anche i capri espiatori hanno diritto a uno sconto. Ma se fosse vero solo la metà, saremmo comunque in presenza di un tipo italiano che non possiamo far finta di non conoscere. Più pieno che sicuro di sé. Senza consapevolezza dei doveri connessi al proprio ruolo. Uno che compie delle sciocchezze per il puro gusto della bravata e poi cerca di nasconderle ripetendo come un mantra «tutto bene, nessun problema» persino quando la nave sta affondando, tranne essere magari il primo a scappare, lasciando a mollo coloro che si erano fidati di lui. Mi guardo attorno, e un po' anche allo specchio, e ogni tanto lo vedo. Parafrasando Giorgio Gaber, non mi preoccupa lo Schettino in sé, mi preoccupa lo Schettino in me.
don Chisciotte
Non pochi sapevano
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