Vengono prima i poveri, carcerati, malati, stranieri

di mons. Franco Giulio Brambilla

Vado a salutare il cardinale Martini. Tra pochi giorni farò l'ingresso come nuovo vescovo della diocesi di Novara. È stato il vescovo della mia maturità di prete. Parliamo lungamente con lo sguardo sul momento presente della Chiesa e del mondo. La sua voce impercettibile interviene pochissimo con parole acuminate e incoraggianti. A un certo punto mi chiede: «Che programma hai per Novara?». Fa portare dal segretario un libretto, fresco di stampa: Il vescovo. Mi dice: «L'ho voluto scrivere di mia mano con fatica. Uscirà a giorni». A casa lo leggo tutto d'un fiato. È un piccolo libro pensato nella scia della grande tradizione del «Liber pastoralis», da Gregorio Magno a Carlo Borromeo. Non frequenta le grandi vette della teologia. Vi rimanda consapevolmente. Doveva essere