Bauman: «Comunità», parola contro la crisi

di Andrea Galli

C'è chi lo ha definito «il maestro Yoda della sociologia». Se Zygmunt Bauman ha qualcosa del personaggio di Guerre Stellari, oltre al volto simpaticamente incartapecorito, è la vitalità insospettata per i suoi 87 anni, tra conferenze in giro per il mondo e un'attività pubblicistica che non si arresta, dal suo romitaggio di Leeds in Inghilterra. E l'umanità del vecchio saggio, insieme allo sguardo lucido su un presente che, rispetto alla Polonia in cui è nato e si è formato a cavallo della guerra, sembra effettivamente fantascienza. Bauman sarà ospite del Festival biblico a Vicenza sabato 26 maggio alle 10,30 nel Palazzo delle Opere Sociali, con una lectio magistralis su «Decodificare il mondo in cui viviamo», portando un contributo laico sul tema della speranza in questa fase critica dell'Europa e non solo.



Professore, quanto è profonda la crisi economica-finanziaria che stiamo vivendo? Si richiama ogni tanto la Grande depressione del 1929: quella colpì una società povera ma ricca di valori tradizionali di riferimento. Oggi la situazione sembra opposta: una società incomparabilmente più benestante rispetto agli anni prima della guerra, ma ben più povera in valori condivisi.


«Ci sono stati due fatali allontanamenti che rendono differenti le due crisi: il divorzio tra potere e politica