Protagonismo dei laici tra realtà e utopia
di Vittorio Cristelli
E' appena uscito per le Edizioni dehoniane di Bologna un libro, scritto a più mani, curato da Cettina Militello e dedicato alla funzione dei laici nella Chiesa. Con la conseguente domanda: quale autonomia? Dalla recensione di Mauro Pizzighini, apparsa su "Settimana" traggo alcune analisi e sollecitazioni. Lo storico Turbanti ritiene che dai documenti del Concilio emerge sì il riconoscimento di una "certa" autonomia dei laici rispetto al clero nelle concrete scelte di vita e di pastorale, ma che lo stesso Concilio è rimasto piuttosto incerto nel definirne il limite entro il quale questa autonomia è legittima e auspicabile. Per lo storico, due criteri risultano chiari: il rifiuto del laicismo che teorizza l'estraneità della Chiesa rispetto all'ordinamento mondano e il rimando alla coscienza individuale dei laici, legata comunque agli indirizzi della gerarchia per quanto riguarda l'ambito morale. Paola Bignardi denuncia la scarsa rilevanza ecclesiale della testimonianza dei laici, i quali rischiano di essere invisibili. E questo dipenda anche dal fatto che il rapporto della Chiesa con il mondo è poco consistente. La pastorale per la Bignardi si è dedicata alla propria riorganizzazione, ma poco ha sviluppato il pensiero e la corresponsabilità. Per cui la presenza dei laici risulta solo esecutiva. Non ci sono o sono molto rari i luoghi nei quali i laici sono coinvolti, nei quali ci sia l'opportunità di esprimersi, di portare i propri problemi, le proprie domande o raccontare semplicemente se stessi. La storia poi dei laici che privilegiano l'impegno negli ambiti secolari è storia di un dialogo interrotto. E' così che per molti laici il rapporto con la comunità cristiana si riduce alla Messa domenicale. Con la conseguenza che la stessa comunicazione della fede risulta povera di quella mediazione culturale che è necessaria per comprendere il messaggio evangelico nel proprio tempo. Il messaggio così risulta presentato in forme che sono fuori dal tempo e la stessa parola della comunità appare lontana dalla vita di tutti i giorni. E porta pure taluni ad allontanarsi dalla Chiesa, anche se non si sentono lontani dalla fede. Conclude dicendo che spetta ai laici pensare e creare luoghi di discernimento, ma registra malinconicamente una stanca, una fatica, una disillusione. Per la teologa Serena Noceti il Concilio sancisce il diritto di ogni cristiano a partecipare attivamente alla vita della Chiesa. Ma anche lei annota che di questo non c'è consapevolezza diffusa nel popolo di Dio. Sottolinea quindi l'esigenza che la Chiesa cresca secondo modelli relazionali e partecipativi, creando una rete di relazioni. Deve diventare sinodale e insieme ecumenica ed inclusiva, capace cioè di imparare dai diversi. La filosofa Cloe Taddei Ferretti punta direttamente sulla responsabilità dei preti che dovrebbero promuovere la dignità dei laici, rispettandone la giusta libertà, ascoltando il loro parere e avvalendosi della loro competenza ed esperienza. Con i laici dovrebbero leggere i segni dei tempi e affidare loro incarichi anche ecclesiali, accettando che promuovano iniziative anche per proprio conto. Anche i laici però dovrebbero affiancare i preti con amore, stima e condivisione delle loro preoccupazioni. Parla quindi di conversione dei preti ma anche dei laici allo spirito di indagine, allo sforzo di capire, alla riflessione razionale. Il tutto teso ad individuare valori e a programmare azioni concrete. E' da aggiungere che a molti laici fa anche comodo delegare alla gerarchia i problemi e le rispettive soluzioni. Che poi sottoscrivono magari anche solo formalmente. E, in positivo, che abbiamo avuto, già prima del Concilio, modelli esimi di laici che autonomamente si sono presi l'onere e la responsabilità di introdurre, in dialogo con altre culture, la visione cristiana della vita e della politica. Ed è nata così la nostra Costituzione. Quei laici hanno pure rivendicato la loro autonomia dalla gerarchia. Pagandone di persona il prezzo.
in “vita trentina” del 13 maggio 2012
Laici responsabili, laici che delegano
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