«A partire dal "cuore-spirito", riunito ed illuminato, la grazia viene comunicata al corpo intero.

Esso diventa serenamente cosciente, non nel narcisismo ma nella benedizione, nella gioia non passionale di essere.

Quando il "senso del cuore", scrive Diadoco, viene unificato dallo Spirito, esso comunica la sua gioia "al corpo stesso". L'uomo allora percepisce Dio "con le sue stesse ossa". (...)

L'uomo diventa allora sacerdote del mondo sull'altare del cuore, sacerdote della liturgia cosmica. «Egli offre l'universo a Dio (...) come sopra un altare», dice Massimo il Confessore. Egli libera la sacramentalità del mondo».

Olivier Clément, Teologia e poesia del corpo, 48.