
«Il corpo esprime la persona. Esso non costituisce soltanto un oggetto di questo mondo, ma, fondamentalmente, è qualcuno, è la manifestazione, il linguaggio di una persona.
E' il respiro latore del pensiero, è il passo e l'equilibrio, struttura il tempo e lo spazio.
Attraverso il corpo sto adesso operando (...).
Esso mi consente di intuire lo sguardo dell'altro su di me. Insomma il corpo rinvia all'esistenza tutta dell'uomo.
L'esperienza della corporeità si rivela come quella di un immediato che coincide con la mia presenza. Né oggetto né attrezzo, il mio corpo non è altro che me stesso davanti al mondo, davanti agli altri. (...)
La «carne» è dunque l'uomo nella sua interezza, ma, precisiamolo immediatamente, nei suoi limiti di creatura.
Se io sono un essere di carne, significa che sono un essere limitato, che non sono Dio. Proprio per questo, la carne è l'uomo nella sua fragile libertà».
Olivier Clément, Teologia e poesia del corpo, 6-7.
Pensando (e pregando) per gli oratori estivi
- Dettagli