«[Durante l'incontro con l'angelo nella annunciazione] Maria ascolta, si scuote, interroga, si domanda. È un atteggiamento dialogico, semplice, istintivo e insieme delicato, attento, perfettamente proporzionato alla situazione che pure è nuova, imprevista, inedita.
Se noi ci fossimo trovati al suo posto, probabilmente saremmo passati dalla paura alla rigidità, alla pretesa di prove: saremmo stati presi o dal timore o da un'esultanza eccessiva che ci avrebbe fatti smarrire.
"O Maria, noi ti contempliamo qui semplice, delicata, discreta, forte, non servile; desiderosa di conoscere, di vederci chiaro e insieme desiderosa di amare e di volere la verità". (...)
Contempliamo brevemente il racconto del vangelo secondo Giovanni là dove ci viene detto che Maria era alle nozze di Cana. Cosa fa Maria? Partecipa alla festa e quindi serve, aiuta, mangia, beve, conversa ma insieme osserva, con un qualche distacco, le cose e ne coglie il senso globale. Il suo distacco attento e discreto le permette di vedere ciò che nessuno di fatto vede e cioè che il vino è terminato. Maria è attenta al momento umano dell'esistenza, è attenta alle situazioni, alle persone e alle cose. (...)
Possiamo ora fare un momento di riflessione sull'atteggiamento che ho chiamato «attenzione» e che è il modo di essere di Maria, sia davanti al mistero divino, sia davanti alle semplici realtà della vita.
Attenzione è un atteggiamento vigilante dell'io sugli altri, è una trasparenza di sguardo, una prontezza a notare segni di sofferenza intorno a sé, a donarsi.
Disattenzione, invece, è la mancanza di vigilanza, è l'essere rattrappiti, chiusi in se stessi; disattenzione è parlare con un malato raccontandogli le nostre cose, senza accorgersi che sta sudando, che ha bisogno di un bicchier d'acqua.
Disattenzione è uscire con un'osservazione pungente, non pensando che qualcuno intorno a noi ne sarà ferito; disattenzione è non accorgersi di ciò che capita agli altri.
Attenzione è un trasalire trepido del cuore ogni volta che viene violata la delicatezza, il rispetto, il riguardo dovuto alle persone. Attenzione è, per esempio, - quando si è in auto o in moto - fermarsi prima delle strisce mentre un pedone deve attraversare e non volteggiargli attorno quasi fosse un birillo.
Attenzione è evitare di fumare quando ciò dà fastidio ad altri. E saper prendere la giusta distanza da sé e dagli eventi per capire ciò che obiettivamente avviene.
Attenzione è, dunque, amore vero, delicato, disinteressato, preveniente.
Ancora: attenzione è ciò che prova una madre verso la creatura che si sta formando in lei; è l'atteggiamento di un padre verso un bambino che gioca nel cortile accanto; è l'attitudine di un ospite cortese, premuroso ma non invadente.
L'attenzione è una qualità umana necessaria e previa al cammino spirituale.
Essa confronta l'attenzione con la volontà: mentre la volontà, la voglia di fare e di riuscire, tende a irrigidire, l'attenzione è, al più alto grado, preghiera, fede, amore».
Carlo Maria Martini, La donna della riconciliazione, 10-11