«Ho parole straniere in punta di lingua.
Un nodo stretto allo stomaco.
Se non ti parlo è perché ti ho detto più di quanto saprei dirti.
Con fili di silenzio ti ho disegnato:
il lungo travaglio della mente che ti partorisce ogni quando mi manchi.
Ti fai sospiro e tormento.
Per troppe braccia allungate invano.
Troppi occhi lanciati all'orizzonte del tuo divenir sostanza ad ogni costo».
Anileda Xeka