Dal vangelo della messa di oggi (rito ambrosiano).
Ancora una volta i profeti devono compiere prodigi fuori dai nostri confini,
perché quelli "di casa" non hanno occhi, orecchi, mente e cuore disposti ad accogliere le loro parole e le loro azioni.
Chi si offende di fronte a questa denuncia vorrebbe buttare giù dal colle chi ha osato pronunciarla;
qualche volta il malcapitato riesce a sgattaiolare via; altre volte soccombe. 
 
[Nella sinagoga di Nazareth, suo paese d'origine] «Gesù disse: "In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro". All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino».
Vangelo secondo Luca 4, 25-30
 
don Chisciotte Mc