Tra coloro che "non cambiano", "non vogliono cambiare", non ci sono solo i mafiosi.
E' vero, ci siamo un po' tutti, ma soprattutto coloro che non intendono mettere in discussione il loro atteggiamento, il loro status;
non fanno esplodere bombe, ma qualche vittima comunque la fanno.
don Chisciotte Mc
scritto il 2 giugno 2015
 
Rosaria Costa, vedova ventiduenne di Vito Schifani (27 anni), agente della scorta di Giovanni Falcone, ucciso con lui a Capaci il 23 maggio 1992, intervenne alla fine dei funerali del marito, nel duomo di Palermo.
«Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani – Vito mio – battezzata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato – lo Stato… – chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, però, se avete il coraggio… di cambiare… loro non cambiano [pausa, il cugino sacerdote al fianco di Rosaria Schifani suggerisce: «se avete il coraggio…»] di cambiare, di cambiare, loro non vogliono cambiare loro [applauso]. Loro non cambiano, loro non cambiano… No. Aspetta, aspetta, no [Rosaria Schifani si rivolge a suo cugino che la invita a seguire il testo scritto]. Di cambiare radicalmente i vostri progetti, progetti mortali che avete. Tornate a essere cristiani. Per questo preghiamo nel nome del Signore che ha detto sulla croce: “Padre perdona loro perché loro non lo sanno quello che fanno”. Pertanto vi chiediamo per la nostra città di Palermo [pianto] che avete reso questa città sangue, città di sangue [Rosaria Schifani parla con suo cugino sacerdote]. Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue – troppo sangue – di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l’amore per tutti. Non c’è amore, non ce n’è amore, non c’è amore per niente».