Che fatica star dietro a quel prete
di Raffaele Alessandrini - (©L'Osservatore Romano 8 aprile 2009)
"Si avvicina l'ora in cui ci sarà ancora gusto a fare il prete (...) il Signore saldi sulla Croce il tuo slancio". Nel dire queste parole a un giovane avviato al sacerdozio don Mazzolari parlava con piena cognizione di causa. Fin da ragazzo aveva coltivato la virtù della vigilanza e quindi la consapevolezza che il tempo propizio, il kàiros - e l'opportunità di poterlo afferrare - è "adesso". Nel flusso volubile delle vicende umane, animato dalle attese del futuro o involuto e ripiegato nostalgicamente sul passato, l'attimo prezioso da cogliere al volo, e perfino con evangelica violenza - poiché "dei violenti è il Regno dei Cieli" - è proprio ora. In tal senso anche il credente può e deve dire:  carpe diem. Il presente riflette il tempo eterno di Dio e quindi valorizza la quotidianità dell'uomo; e ciò è vero soprattutto per chi sceglie di consacrare la propria vita al servizio della Sposa di Cristo. (...)
L'autorità ecclesiastica, soprattutto per i suoi molti scritti giudicati a volte troppo arditi e provocatori a un certo punto lo colpì con diversi interdetti. (...)
Nonostante la perdurante diffidenza e gli interdetti delle autorità ecclesiastiche - sopportate silenziosamente in sostanziale e rispettosa obbedienza, aliena da clamori e da atteggiamenti vittimistici - le visioni di don Primo Mazzolari così legate al Vangelo e all'etica delle Beatitudini avrebbero anticipato diverse prospettive pastorali e dottrinarie del concilio Vaticano II.
E proprio negli ultimi mesi di vita il parroco di Bozzolo ricevette le prime e più alte attestazioni di stima da parte delle alte gerarchie. È noto come Papa Giovanni XXIII ricevendolo in udienza il 5 febbraio del 1959 lo salutasse con un appellativo gioioso rimasto celebre:  "La Tromba dello Spirito Santo" dopo che nel novembre del 1957 l'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini lo aveva chiamato a predicare agli universitari. In seguito proprio Paolo VI avrebbe detto ricordando don Primo:  "Lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti".
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