Sexout: ossessionati dal sesso, ma pochi lo fanno
di Stefania Chiale
Nel 2012 il sito specializzato ExtremeTech registrava i numeri di un settore non toccato dalla crisi. Quello della pornografia online. Xvideos – ancora oggi il maggiore sito porno del web, seguito dai vari YouPorn, Tube8 e PornHub – con i suoi 4,4 miliardi di pagine viste al mese era visitato tre volte più del sito della Cnn. E dieci volte più di quello del New York Times. Quattro anni dopo, nell’Alexa Global Rank, la classifica dei 500 siti più popolari di Internet calcolata combinando numero di utenti al giorno e visualizzazioni mensili, Xvideos.com è in 50esima posizione, Cnn.com e nytimes.com solo in 81esima e 104esima posizione. Non è il pc a far registrare questi numeri: il sesso online e il desiderio sono mobile. Gli utenti scelgono il piccolissimo schermo per visitare siti web a luci rosse. E non solo: lo scambio di contenuti espliciti a carattere sessuale – testi, immagini, video – attraverso lo smartphone è un fenomeno in crescita fra giovani e meno giovani. Si chiama sexting, dalla combinazione di sex e texting, “invio di messaggi”. Una ricerca presentata all’ultima convention dell’American Psychological Association rivela che otto adulti su dieci (il campione erano 870 uomini e donne tra i 18 e gli 82 anni) inviano e ricevono messaggi erotici. (....) Uno studio dell’Università Cattolica di Milano segnala che in Italia un adolescente su quattro ha ricevuto messaggi, foto o video a sfondo sessuale, nel 50 per cento dei casi da sconosciuti. Il lato rischioso del fenomeno è molto evidente.
Quello meno immediato è la sostituzione della fiction alla realtà. Il sexting, così come la consumazione del porno online, può rappresentare un “sostituto” dell’attività sessuale. Possibile che in un’epoca ossessionata dal sesso sia tanto più evidente la sua assenza? Ne è convinto Wilhelm Schmid, nel suo nuovo libro, Sexout. L’arte di ripensare il sesso, appena pubblicato da Fazi Editore. Il sexout è «l’assenza non voluta del sesso» spiega il filosofo tedesco, due mogli e quattro figli, in un colloquio con Io donna «all’interno di un matrimonio, di una relazione, o al di fuori di essi. Diversamente da ciò che normalmente pensiamo, in questi tempi ipersessualizzati le persone non hanno rapporti sessuali perfetti né eccitanti, e molte persone vivono un vero e proprio sexout». L’autore ci posiziona nella terza fase di un’ipotetica sequenza epocale, quasi la reazione a una sovrabbondanza: «A una svalutazione secolare della sessualità, ne è seguita una sopravvalutazione isterica e poi un’epoca di esaurimento». Insomma, «siamo passati dal trattare il sesso come un segreto di Stato al renderlo esplicito senza più velo alcuno. Così dopo Cinquanta sfumature di grigio le cose non sono più le stesse. I rapporti si congelano nel sexout».
Quello meno immediato è la sostituzione della fiction alla realtà. Il sexting, così come la consumazione del porno online, può rappresentare un “sostituto” dell’attività sessuale. Possibile che in un’epoca ossessionata dal sesso sia tanto più evidente la sua assenza? Ne è convinto Wilhelm Schmid, nel suo nuovo libro, Sexout. L’arte di ripensare il sesso, appena pubblicato da Fazi Editore. Il sexout è «l’assenza non voluta del sesso» spiega il filosofo tedesco, due mogli e quattro figli, in un colloquio con Io donna «all’interno di un matrimonio, di una relazione, o al di fuori di essi. Diversamente da ciò che normalmente pensiamo, in questi tempi ipersessualizzati le persone non hanno rapporti sessuali perfetti né eccitanti, e molte persone vivono un vero e proprio sexout». L’autore ci posiziona nella terza fase di un’ipotetica sequenza epocale, quasi la reazione a una sovrabbondanza: «A una svalutazione secolare della sessualità, ne è seguita una sopravvalutazione isterica e poi un’epoca di esaurimento». Insomma, «siamo passati dal trattare il sesso come un segreto di Stato al renderlo esplicito senza più velo alcuno. Così dopo Cinquanta sfumature di grigio le cose non sono più le stesse. I rapporti si congelano nel sexout».
L’autore del bestseller, celebre per i suoi libri sull’arte del saper vivere bene e sulla filosofia come aiuto pratico alla vita, propone dieci rimedi «per evitare di sprofondare nell’immobilismo e nella disperazione che possono nascere di fronte a un sexout». Bisogna fermarsi e riflettere, come insegna la filosofia. Anche davanti al sesso, o alla sua assenza. In un percorso di situazioni quotidiane, arti figurative e citazioni storiche (il primo sexout della storia della filosofia risale a Socrate, che non voleva più saperne della moglie Santippe), Schmid passa dalla parità di genere al sesso a pagamento, dal sesso virtuale alla comprensione dell’altro, perché «chi comprende di più ottiene di più dalla vita, anche più sesso». (continua: