Le scelte di un vescovo del post-concilio: Che cosa ha fatto ad Alessandria per coinvolgere i laici?
«Ho messo un professore di filosofia in pensione, bravissimo con gli studenti, a capo dell'ufficio scuola. Poi ho nominato alla pastorale giovanile una ragazza, la prima direttrice donna, e non suora, alla guida di un ufficio per la pastorale giovanile e vocazionale in Italia. Alle comunicazioni sociali ho messo un giovane di 33 anni . Quando il papa ha scritto Evangelii gaudium a me hanno colpito le sue parole su laici e donne da coinvolgere anche dove si prendono le decisioni importanti nella Chiesa. Ci ho pensato e pregato molto e così un paio d'anni fa, ho scritto una lettera al Papa per chiedergli che cosa ne pensava dell'idea di includere laici e donne nel consiglio del vescovo, un luogo clericale per eccellenza. Ho chiesto a Papa Francesco che cosa ne avrebbe pensato se avessi aggiunto una suora, un laico e una laica oltre al collegio solito dei consultori sacerdoti».
Che cosa le ha risposto il Papa?
«Non ho avuto il coraggio di spedire la lettera, l'ho tenuta in borsa tre mesi, poi un giorno sono andato a Roma a un campo di spiritualità Scout e la messa conclusiva era dentro il Vaticano, nella chiesa di santo Stefano degli Abissini, a pochi passi da Santa Marta. Uscendo sono passato e ho lasciato la busta per il Papa. Quella stessa sera, mentre stavo tornando ad Alessandria in macchina, ho ricevo la telefonata di Papa Francesco. Che mi ha detto: "Ho letto la sua lettera, faccia pure. L'importante è che lasci al collegio dei consultori le sue prerogative secondo il Codice di diritto canonico". Ma non è stato facile, ci è voluto del tempo. Dopo circa un anno ce l'ho fatta e ho istituito con un decreto questa figura giuridica nuova, il "consiglio diocesano permanente" che è un luogo molto bello di coinvolgimento dei laici. Ha il compito di consigliare il vescovo e oltre a tutti i sacerdoti consultori, ci sono alla pari una suora, un laico, e una laica. Sono contento della scelta, ci credo molto. Funziona e poi fa bene. Per la pastorale giovanile e vocazionale ho scelto una ragazza di trent'anni. Devo dire che ha un modo diverso di muoversi, ha un approccio interessante, anche al tema vocazionale. È diverso da quello che abbiamo noi, è intelligente e soprattutto è appassionato! Con quella passione che talvolta si fa fatica a trovare tra noi preti».
qui tutta l'intervista: https://www.seitreseiuno.it/…/170217_vescovo_alessandria.pdf