Certezza. Lo scegliere consapevoli 
di Nunzio Galantino 
«Lasciate perdere la certezza. Il contrario non è l’incertezza. È l’apertura, la curiosità e la volontà di abbracciare il paradosso, invece di scegliere l’ovvio». Non deve scandalizzare il sorprendente invito diTony Schwartz ad andare oltre la certezza per vivere di apertura, curiosità e volontà di abbracciare il paradosso. Al giornalista e scrittore statunitense sembra dare ragione l’etimo della parola certezza. Da certus, participio passato del verbo latino cèrnere (vagliare, separare, scegliere, discernere), certezza è lo stato mentale di ferma adesione a una proposizione o a una realtà conosciuta conseguente all’atto del cèrnere. Senza questo esercizio piuttosto che “adesione” ferma e consapevole, si finisce per avere “aderenza” e appiattimento su una proposizione o su una realtà proveniente dall’esterno. Solo un serio percorso di conoscenza e di evidenza permette alla persona di aderire con tutta se stessa (pensiero, sentimento e volontà) e con ragionevole sicurezza a un oggetto di conoscenza (proposizione, idea, persona. ecc.). (...) 
Siamo costantemente attraversati da gratificanti certezze e da infinite incertezze. Il nostro lavoro gratificante, le nostre belle relazioni e la tranquillità di una casa si mescolano, senza il nostro esplicito consenso, a congiunture economiche, crisi nelle relazioni ed eventi distruttivi. Tutto ciò ci fa dire che, sul piano materiale, non vi sono certezze assolute e intoccabili. Possono essercene invece, e ve ne sono, sul piano dell’adesione a una proposta di fede o a un progetto di vita. Per l’una e per l’altro chiunque è disposto a mettersi seriamente in gioco. Ma questa non è la “certezza” cui fa riferimento N. Hawthorne quando afferma che «Dai principi si deduce una probabilità, ma il vero o una certezza si ottengono solo dai fatti». La certezza che sostiene e fa vivere è quella che si costruisce a poco a poco, grazie a dei fatti ma anche al di là di essi; si solidifica giorno dopo giorno con azioni oculate, responsabili e difficili; si nutre di gioie e di sconfitte; sa ricavare nutrimento da inevitabili dubbi. E, proprio per questo, è una certezza che non chiude mai la porta al dialogo, anzi lo cerca perché la certezza è impasto di sentimenti e principi su cui si fonda la nostra vita, in cui si incrociano volti, cuori ed emozioni delle persone che incontriamo e delle realtà che viviamo.
in “Il Sole 24 Ore” del 10 settembre 2017