«Il nuovo dell'Evangelii Gaudium tarda a spuntare perché quella italiana è una Chiesa abbastanza clericale. (...) Si viene da una mentalità pregressa in cui la Chiesa era il parroco o il vescovo. Anche le persone formate come collaboratori erano figli di questa mentalità. Se era clericale il parroco lo erano anche i suoi collaboratori. Ciascuno era terribilmente attaccato al proprio ruolo e al proprio ministero. Quando in passato cambiavo un parroco mi veniva detto: 'Può cambiare anche il parroco ma qui si è sempre fatto così'. E proprio il conservatorismo è una nota tipica di noi italiani. In questo modo si fa più fatica a far emergere il nuovo. Le giovani generazioni hanno delle grandi difficoltà. Nel volontariato, infatti, ci sono tanti anziani ma pochi giovani».
«La parola sinodalità - ha ricordato il card. Bassetti - in greco significa 'andare sulla stessa strada' ed è il contrario del clericalismo. La mentalità clericale è 'io ho il compito di parroco, vescovo, catechista, animatore e questo è il mio campo'. Sinodalità vuol dire condividere insieme i doni, carismi, ministeri. Le membra della Chiesa devono essere infatti in armonia tra di loro. Spesso è più facile racchiudersi nelle proprie idee. La sinodalità richiede dunque il superamento del clericalismo. In Italia serve una Chiesa non dove alcuni hanno molti ministeri, e purtroppo siamo ancora a questo livello, ma dove molti hanno pochi ministeri in modo da poterli fare bene e in armonia tra loro».
2017_11_novembre
Chiesa ancora clericale... i laici anche!
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