Durante il Tempo di Avvento mi sono sentito spinto a riprendere il verbo della frase che è il motto dell’anno pastorale: “Oggi DEVO fermarmi a casa tua”.
Forse non sono stato il solo a domandarsi: “Ma Gesù voleva davvero fermarsi da Zaccheo o era un peso per Lui? Perché ha usato il verbo «devo»?”.
Ho avuto questi pensieri quando mi è stato detto: “Ma bisogna proprio andare nelle case a visitare altre famiglie?”; “Ma perché dovrei andare a bussare al mio vicino per salutarlo o invitarlo?!”; “Ma non possiamo fare come gli altri anni?!”; “Ma ‘sta espressione di papa Francesco «Chiesa in uscita» non è solo una trovata pubblicitaria per far finta che la Chiesa sia cambiata, quando in realtà non è vero?”.

A me sarebbe venuto spontaneo richiamare alle menti altre espressioni che indicano meglio lo spirito di Gesù quando si rivolgeva a Zaccheo: “Uè, guarda che oggi passo da te!!”; “Bello, oggi il caffè lo paghi tu!”; “Con una giornata storta come questa, oggi non potevo non venire a fare due chiacchiere”; “Mi sa che oggi è il giorno giusto per sdebitarmi… pago io la pizza!”; “C’è qui tutta la cumpa: se non vieni giù subito, oggi vengo su io a prenderti e ti portiamo fuori con la forza, dai!”.

Gli studiosi della Bibbia ci dicono che qui il verbo “dovere” ha un valore teologico: Gesù sente nel profondo del suo essere (Lui che è Dio!) che non può non venire incontro all’uomo, per amore e solo per amore.
E’ l’amore che spinge il fare, quasi a renderlo un “dovere”: “Poiché ti amo, non posso non fare questo, devo farlo”.
Ed è un piacere, non un dovere!

Buon Natale col piacere di andare a fermarsi in casa altrui!